Risultato della ricerca: islam
hamzatokmicfrw94
Uno sguardo vergine sulla realtà : ecco ciò che io chiamo poesia - Edoardo Sanguineti.
mauriziot
Una componente del Sikkimese Lepcha Folk Music Band, fotografata durante una pausa al Guwahati Festival. Il gruppo presenta danze tradizionali al suono di strumenti tradizionali; in questo modo gli artisti cercano di preservare il proprio dialetto e rendere popolare le danze e musiche tipiche delle loro origini , evitandone l’estinzione. Un gruppo di grande qualità e simpatia. Thanks to my guide , Swaleh Ul Islam .Guwahati, aprile 2023
en.giuliani
Al tramonto, questo fedele mostra l'essenza dell'Islam, ovvero la sottomissione totale, anche nei gesti, alla divinità. Una foto scattata rispettando l'intimità del momento e la spiritualità dello stesso ... Amman, la Cittadella, 31 dicembre 2018
nick abbrey
Ed è in quell\'attimo di silenzio, poco prima del tramonto che avviene il terzo periodo del ṣalāt ... un momento importante dove le parole \"Allahu akbar\" provenienti dai minareti, mutano la realtà in sogno !
EnricoBarbini
Khiva - Uzbekistan le massicce mura fortificate in argilla con torri semicircolari che circondano l'abitato originario di Khiva. Punto nevralgico della via della seta. Lunghe oltre due chilometri e alte 7/8 metri. La parte superiore è costituita da un largo camminamento con feritoie e merlatura. Sui lati perimetrali della cinta difensiva, si aprono le porte d'ingresso della cittadella, rivolte ai quattro punti cardinali. Khiva è patrimonio dell'umanità dal 1991.
Maricetta
Palermo è una città delle Chiese. Ovunque possa perdersi lo sguardo ne troverai tante. E' un'eredità che ci portiamo fin dal periodo della dominazione Araba, quando Palermo era la terza città dell'Islam (tra l'800 e il 900) dopo Bagdad e Cordova se ne contavano più di trecento di Moschee in uno spazio abbastanza ristretto rispetto a quello odierno. Moschee che furono tutte trasformate in Chiese con l'avvento delle successive dominazioni di religione cattolica e poi arricchite dall'avvento degli Spagnoli, periodo in cui la loro edificazione proliferò.
hamzatokmicfrw94
Con lo sguardo nello sguardo, nel freddo, lasciaci fare questo ancora : respirando tessere insieme il velo che ci nascondo l'uno all'altra - Paul
PierGeo
Testo tratto da: www.walkingearth.wordpress.com Milano, 7 del mattino. Il cielo lentamente s’illumina della luce del sole nascente, le cime bergamasche mostrano i loro veli imbiancati come timide spose. Il treno velocemente si riempie delle persone che quotidianamente ripetono il rito del viaggio pendolare dalle loro case al posto di lavoro. Silenziose figure barcollano in cerca di un posto in cui sedere per poi rimanere con occhi bassi o alzarli vagamente per lanciare uno sguardo sospettoso al ragazzo con le cuffie di fronte. Io invece penso ancora a lei. Penso a quello sguardo durato 1/50 di secondo, appena accennato dietro il velo rosso e bianco. Penso a quell’enigmatico sorriso, più nobile di qualunque ricca principessa e più misterioso di qualunque Monna Lisa. A essere sinceri, potrei trovare diversi difetti tecnici in questo scatto: la composizione non strepitosa, il fuoco un po’ debole intorno alla bocca, lo sfondo non omogeneo e altro ancora. Tuttavia non è un caso se ho deciso di iniziare una serie di post dedicati al mio recente viaggio in Etiopia e Dancalia proprio con questa fotografia. Tra tante, meglio di altre rappresenta l’essenza di questa esperienza. La Dancalia non è una terra che si ammira al primo sguardo. L’aria soffocante ricca di polvere e il calore che sale dal terreno arso dal sole impediscono allo sguardo di correre verso i coni vulcanici che appena si intravedono in lontananza. Questa terra ci costringe a faticare per camminare, percorrere i sentieri e le piste accidentate dove sopravvivono solo secchi arbusti, invidiando l’incedere elegante dei dromedari. Ma poi, ecco che si svelano laghi azzurri, vulcani con laghi pulsanti di lava, distese luccicanti di rocce gialle, rosse e verdi. In questa terra vive un popolo che è come lei, schivo, fiero e guerriero. Sono gli afar che percorrono da millenni questo deserto infernale seguendo le stelle per spostarsi da un pozzo all’altro e abbeverare le poche capre che ne garantiscono la sopravvivenza. Per tutto il viaggio avevo cercato di ritrarre queste genti. Gli anziani che con la loro saggezza dirigono le carovane, i giovani guerrieri con i lunghi coltelli e gli immancabili mitragliatori AK-47 Kalashnikov. E le donne, bellissime, eleganti come regine, camminano come sulle nuvole e si nascondono veloci dietro i veli e nelle tende di pelli, attorniate da una miriade di bambini sorridenti. La legge dell’Islam e il costume vietano alle ragazze in età di marito di mostrarsi con facilità e tantomeno di farsi fotografare da qualche bianco in caccia del souvenir della vacanza. Non era questo che cercavo, né tantomeno avrei mai ceduto alla diffusa usanza di pagare per ottenere lo scatto desiderato. No, volevo una foto sincera che scaturisse da un incontro amichevole. Ho visto questa ragazza ad Ahmed-Ela, un villaggio di capanne a pochi chilometri dal confine eritreo. Qui da secoli gli uomini si seccano al sole della Dancalia per estrarre il sale dalla Piana del Sale e guadagnare pochi Birr in cambio degli occhi che si spengono a poco più di trent’anni. Guardavo le carovane che rientravano in città quando ho notato questa ragazza appoggiata a un angolo della baracca in cui viveva con la sua famiglia. Era bellissima, incuriosita dalla nostra presenza e attenta a non farsi fotografare. Mi sono avvicinato “Salam Alekum” le dissi e lei “Alekum Salam”. Non ci speravo, le ho indicato la macchina fotografica e lei, dopo aver controllato che il padre non la vedesse, si è tolta il velo e…click…poi è fuggita, le sorelline alla gonna, la cena da preparare, una vita e due mondi uniti in 1/50 di secondo.
EnricoBarbini
In occasione della festività nazionale del Navruz (primavera) donne uzbeke si recano in gruppo in visita ad una moschea di Bukhara
Marco Girelli
Istanbul, Sultanahmet Camii
Walterobia
Da una dia di un vecchio viaggio in Senegal.
EnricoBarbini
Complesso monumentale nella città di Samarcanda, costituito da mausolei e altri luoghi rituali e sacri.
EnricoBarbini
All'interno del mausoleo di Pakhlavan Makhmud a Khiva (Uzbekistan) una donna varca la soglia e si accinge alla preghiera. Inside the Pakhlavan Makhmud mausoleum in Khiva (Uzbekistan) a woman crosses the threshold and prepares herself for prayer