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Patrizio Gattabria
..e chiedono un giudizio.. e quando viene fatto loro notare l'errore, 'esordiscono ' affermando che la foto la volevano proprio così?

Allora, estremizzando, ognuno potrà sbagliare una foto, ed affermare che la 'vedeva' così? ...è giusto così? laugh.gif (ripeto: parliamo di foto con 'evidenti 'errori ..)

federico777
QUOTE(Patrizio Gattabria @ Aug 30 2012, 12:41 PM) *
..e chiedono un giudizio.. e quando viene fatto loro notare l'errore, 'esordiscono ' affermando che la foto la volevano proprio così?

Allora, estremizzando, ognuno potrà sbagliare una foto, ed affermare che la 'vedeva' così? ...è giusto così? laugh.gif (ripeto: parliamo di foto con 'evidenti 'errori ..)


Mah, è una materia difficile, visto che, pur esistendo dei criteri obiettivi entro i quali muoversi, la soggettività la fa comunque (giustamente) da padrona, in fotografia... certo, se uno dice che la voleva così pur di non ammettere un errore, quasi per autoconvincersi che la foto sia bella o per non dar ragione all'interlocutore, è ovvio che si tratti di un atteggiamento senza costrutto e che ha poco senso se si chiede un parere su una foto; ma se una "la vede" effettivamente in quel modo... beh, è giusto che la scatti in quel modo smile.gif

Federico
FZFZ
Semplice...

Che se l' "evidente errore" non è funzionale alla narrazione, per come ho letto l'immagine, direi che è poco funzionale.
Di oggettivo, però, non esiste davvero nulla.
Perché tutto dipende da quel che leggiamo in una foto.

Naturalmente parliamo di fotografia...non di esercizi tecnici fini a se stessi.
Patrizio Gattabria
QUOTE(FZFZ @ Aug 30 2012, 12:48 PM) *
..Perché tutto dipende da quel che leggiamo in una foto...

Ma cosa pensare se quelli che commentano, e sono tanti, considerano la foto palesemente errata...e l'autore della (o delle) foto si ostina a dire che la sua 'è arte?'
enrico
Tutto dipende da cosa intendiamo per Fotografia.
Se la intendiamo come comunicazione, come linguaggio (è così che la intendo io), l'errore è un errore; è come se in una poesia scrivessimo: "io ho andato". E la fotografia, entro certi limiti, è oggettiva.
Se invece pensiamo che la fotografia sia soggettiva ed in una immagine ciascuno di noi può vederci quello che vuole, allora neghiamo la fotografia come comunicazione (e la riduciamo a povera cosa). Ma a quel punto mi chiedo: che senso ha allora mostrarla agli altri e, soprattutto, chiedere un parere?
Buona luce
Enrico
FZFZ
Bè, Enrico, se consideriamo la fotografia arte, è semplicemente un'espressione personale.
E stabilire i confini dove la soggettività si ferma e diventa oggettività è impossibile.

Come in qualsiasi forma d'arte.

Come possiamo stabilire il valore dei commenti che stroncano o apprezzano una foto o un progetto fotografico?
Che valore hanno?
Che attendibilità?
Il commento di un'autorità nel settore ha più valore di un pincopallino sconosciuto?
E perché?
enrico
Io ho qualche perplessità a definire l'arte. E' un terreno scivoloso. Molti grandi fotografi non vogliono essere chiamati artisti. Per me la fotografia è comunicazione, di pensieri, di sentimenti, di stati d'animo. E funziona solo se sappiamo usare il linguaggio fotografico in maniera corretta e competente. E' la condizione per cui il messaggio passi; condizione necessaria ma non sufficiente: è necessario che anche il ricevente conosca il suo specifico linguaggio (sappia leggerla).
Poi, il contenuto comunicativo può essere banale o elevato (in questo secondo caso vogliamo parlare di arte?). E' la dialettica fra forma e contenuto. Posso avere dei pensieri, dei sentimenti stupendi ma, se non so comunicarli, servono solo a me e l'immagine serve a ricordarli a me e basta.
Se invece si è dell'opinione che una immagine è "soggettiva" e ciascuno ci vede quello che crede, allora la fotografia è solo una molla che in cento persone diverse produce cento effetti diversi. Diviene davvero una fotocopia della realtà e basta. Sono convinto che non è così.
Per quanto riguarda i giudizi ed il loro valore, messi da parte i "mi piace" e "non mi piace", credo che abbiano senso solo quelli motivati. Chi li legge può accettarli o meno, ma ha modo in ogni caso di riflettere.
marcocucchiara
Come sbregare (tagliare) una tela...c'è chi ci vede un taglio e stop e chi la osanna come opera d'arte:) come ci insegnano i latini: de gustibus smile.gif
jack-sparrow
QUOTE(Patrizio Gattabria @ Aug 30 2012, 12:03 PM) *
Ma cosa pensare se quelli che commentano, e sono tanti, considerano la foto palesemente errata...e l'autore della (o delle) foto si ostina a dire che la sua 'è arte?'


Premesso che l'arte non si compra assieme alla macchina fotografica e l'ottica dedicata, penso che davanti ad una fotografia che palesa evidenti errori di poca familiarità con la fotografia e si ostina a rispondere che quella foto è "arte", meglio lasciare che chi ha effettuato lo scatto continui a credere nella sua opera e passare oltre.
FZFZ
QUOTE(enrico @ Aug 30 2012, 01:35 PM) *
Io ho qualche perplessità a definire l'arte. E' un terreno scivoloso. Molti grandi fotografi non vogliono essere chiamati artisti. Per me la fotografia è comunicazione, di pensieri, di sentimenti, di stati d'animo. E funziona solo se sappiamo usare il linguaggio fotografico in maniera corretta e competente. E' la condizione per cui il messaggio passi; condizione necessaria ma non sufficiente: è necessario che anche il ricevente conosca il suo specifico linguaggio (sappia leggerla).
Poi, il contenuto comunicativo può essere banale o elevato (in questo secondo caso vogliamo parlare di arte?). E' la dialettica fra forma e contenuto. Posso avere dei pensieri, dei sentimenti stupendi ma, se non so comunicarli, servono solo a me e l'immagine serve a ricordarli a me e basta.
Se invece si è dell'opinione che una immagine è "soggettiva" e ciascuno ci vede quello che crede, allora la fotografia è solo una molla che in cento persone diverse produce cento effetti diversi. Diviene davvero una fotocopia della realtà e basta. Sono convinto che non è così.
Per quanto riguarda i giudizi ed il loro valore, messi da parte i "mi piace" e "non mi piace", credo che abbiano senso solo quelli motivati. Chi li legge può accettarli o meno, ma ha modo in ogni caso di riflettere.



Perdonami ma è il contrario.
Proprio perché è arte non è riproduzione della realtà ma interpretazione soggettiva.
Proprio perché è arte non ci parla del mondo, ma dell'autore e del suo modo di vedere il mondo.

Qual'è il linguaggio competente?
Quello di Giacomelli dai bianchi terrificanti, assoluti, "bruciati" o quello delle suggestioni "perfette" di Salgado?
Probabilmente entrambi...proprio perché non esiste un linguaggio fotografico.
Ma un'infinità di possibilità completamente diverse tra loro.
Come la pittura....o la letteratura.
maxiclimb
Beh, Enrico, concordo con il tuo punto di vista circa l'efficacia del linguaggio e della comunicazione, ma ho il fortissimo sospetto che il quesito iniziale fosse molto più prosaico e terra-terra. smile.gif (Patrizio che ha aperto il topic potrà confermare o dissentire ovviamente)

Mi sembra che molti postino foto, più o meno interessanti e ben fatte, ma spesso i commenti sono molto manieristici e legati a "regole" estremamente ortodosse.

Se una foto è inclinata (e non parlo del paesaggio marino!) viene fatto notare. Eppure è una tecnica che aggiunge dinamismo ed è parte del bagaglio espressivo della fotografia moderna ormai da moltissimi anni.
Se una foto ha un bilanciamento del bianco anomalo, o un vero e proprio viraggio, tipo cross-processing, viene fatto osservare che il WB è sbagliato o che i colori non sono corretti o c'è una dominante.
Se si fotografa un bambino dall'alto o si fa un ritratto con un grandangolare, non parliamone.
Se si usa un flou, una grana evidente o una vignettatura, viene detto che la foto "non è nitida", e che la vignettatura è un difetto.
E guai a mettere il soggetto in qualsiasi posto tranne che nei canonici terzi.

Insomma, ortodossia col paraocchi da parte di chi, a mio avviso in modo molto miope, si limita ad applicare quattro regolette, ma non riesce a cogliere minimamente nè il contenuto della foto (quando c'è), nè le intenzioni dell'autore.

Poi naturalmente ci sono i presuntuosi che postano delle schifezze piene di errori e non vogliono ammetterlo rifugiandosi dietro alla "licenza poetica", ma si capisce chiaramente la differenza tra chi fa certe scelte volutamente e chi per caso.
enrico
QUOTE(FZFZ @ Aug 30 2012, 01:51 PM) *
Perdonami ma è il contrario.
Proprio perché è arte non è riproduzione della realtà ma interpretazione soggettiva.
Proprio perché è arte non ci parla del mondo, ma dell'autore e del suo modo di vedere il mondo.

Qual'è il linguaggio competente?
Quello di Giacomelli dai bianchi terrificanti, assoluti, "bruciati" o quello delle suggestioni "perfette" di Salgado?
Probabilmente entrambi...proprio perché non esiste un linguaggio fotografico.
Ma un'infinità di possibilità completamente diverse tra loro.
Come la pittura....o la letteratura.


Forse non mi sono spegato... Sono il primo a pensare che la fotografia non è riproduzione della realtà (ho parlato in proposito poco fa di fotocopia). Il contenuto comunicativo non è la materia che era davanti all'obiettivo, ma l'idea del fotografo che l'ha tradotta in un certo modo nell'immagine attraverso l'insieme delle sue scelte tecniche ed espressive. Quindi, non "è il contrario" di quanto affermavo. Giacomelli, Salgado, hanno i propri stilemi, la propria poetica, cose che fanno parte del "linguaggio". Perdonami a tua volta, ma per me il linguaggio fotografico esiste eccome.
Buon pomeriggio.
Patrizio Gattabria
QUOTE(maxiclimb @ Aug 30 2012, 01:54 PM) *
..Beh, Enrico, concordo con il tuo punto di vista circa l'efficacia del linguaggio e della comunicazione, ma ho il fortissimo sospetto che il quesito iniziale fosse molto più prosaico e terra-terra. smile.gif (Patrizio che ha aperto il topic potrà confermare o dissentire ovviamente)..

Poi naturalmente ci sono i presuntuosi che postano delle schifezze piene di errori e non vogliono ammetterlo rifugiandosi dietro alla "licenza poetica", ma si capisce chiaramente la differenza tra chi fa certe scelte volutamente e chi per caso.

Mica tanto, il quesito iniziale, terra-terra.. dry.gif

Che uno trasgredisca le regole dei terzi, che faccia le foto inclinate, che faccia high -key o low-key, grana, dominanti eccessive, foto dall'alto dei bambini con fish -eye..tutto va bene! affinchè contribuisca ad un linguaggio..uno stile..un modo di esprimersi..ma tutto ciò deve essere fatto volutamente ,conoscendo le regole per poi trasgredirle... e non certamente fatte da persone che ignorano le regole e poi vogliono giusticare il loro operato dicendo che è 'arte' ....

Io mi riferivo proprio, come hai detto tu, ai presuntuosi che postano foto orrende e si rifugiano dietro alla 'licenza poetica'.. messicano.gif
enrico
QUOTE(maxiclimb @ Aug 30 2012, 01:54 PM) *
Beh, Enrico, concordo con il tuo punto di vista circa l'efficacia del linguaggio e della comunicazione, ma ho il fortissimo sospetto che il quesito iniziale fosse molto più prosaico e terra-terra. smile.gif (Patrizio che ha aperto il topic potrà confermare o dissentire ovviamente)

Mi sembra che molti postino foto, più o meno interessanti e ben fatte, ma spesso i commenti sono molto manieristici e legati a "regole" estremamente ortodosse.

Se una foto è inclinata (e non parlo del paesaggio marino!) viene fatto notare. Eppure è una tecnica che aggiunge dinamismo ed è parte del bagaglio espressivo della fotografia moderna ormai da moltissimi anni.
Se una foto ha un bilanciamento del bianco anomalo, o un vero e proprio viraggio, tipo cross-processing, viene fatto osservare che il WB è sbagliato o che i colori non sono corretti o c'è una dominante.
Se si fotografa un bambino dall'alto o si fa un ritratto con un grandangolare, non parliamone.
Se si usa un flou, una grana evidente o una vignettatura, viene detto che la foto "non è nitida", e che la vignettatura è un difetto.
E guai a mettere il soggetto in qualsiasi posto tranne che nei canonici terzi.

Insomma, ortodossia col paraocchi da parte di chi, a mio avviso in modo molto miope, si limita ad applicare quattro regolette, ma non riesce a cogliere minimamente nè il contenuto della foto (quando c'è), nè le intenzioni dell'autore.

Poi naturalmente ci sono i presuntuosi che postano delle schifezze piene di errori e non vogliono ammetterlo rifugiandosi dietro alla "licenza poetica", ma si capisce chiaramente la differenza tra chi fa certe scelte volutamente e chi per caso.

Infatti, è proprio così. Occorre capir bene di volta in volta cosa si intende per errore. Mi vien da ridere e da arrabbiarmi ogni qualvolta sento dire: "Non hai osservato la regola dei terzi" e cose di questo genere. Come se la fotografia consistesse in una serie di regolette e di formule, applicando le quali si può giungere al capolavoro. Molto spesso però ci sono errori dovuti ad imperizia o mancata conoscenza del mezzo. Si capisce quando lo sfuocato od il mosso hanno una voluta funzione espressiva o sono solo errori.
Per tornare su quanto dicevo in precedenza, ricordo da ragazzo un amico di mio padre cui piaceva la fotografia, Mi mostrava delle foto banali e con degli errori tecnici, descrivendomi entusiasta la bellezza della scena, bellezza che la foto non esprimeva, non comunicava. Però a lui ricordava ciò che aveva visto e goduto.
Sì, ho compreso ciò che intendeva l'iniziatore del post. Anche a me è capitato, richiesto, di dare dei consigli. Anche a me è capitato qualcuno che non accettava l'osservazione e cercava di giustificare l'errore tecnico. Ho smesso di dargli consigli smile.gif
89stefano89
la fotografia é sempre soggettiva, la si mostra agl´altri proprio per capire se quello che provo io vedendola lo provano anche gl´altri, foto ben fatta, oppure non colgano il significato, foto mal riuscita ma che personalmente vedo buona per motivi soggettivi!!
poi, se l´autore é disposto ad accettare le critiche ben venga, altirmenti dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e chiedersi perché pubblica foto se poi non ascolta chi le vede!
enrico
Un episodio cui accenno sempre: alla scuola ufficiali, il tenente che ci faceva Regolamenti militari, esordì dicendo: "Ragazzi, ricordatevi che il regolamento serve a chi non si sa regolare". affermazione pericolosa e non condivisibile in campo morale e sociale, ma perfettamente accettabile, sacrosanta, in campo artistico espressivo.
E' vero che se ci si attenesse strettamente alle regole, produrremmo foto tutte eguali, ma è altrettanto vero che non è certo sufficiente trasgredire ad una regola (senza una precisa giustificazione) per divenire "artisti"

QUOTE(89stefano89 @ Aug 30 2012, 02:17 PM) *
la fotografia é sempre soggettiva, la si mostra agl´altri proprio per capire se quello che provo io vedendola lo provano anche gl´altri, foto ben fatta, oppure non colgano il significato, foto mal riuscita ma che personalmente vedo buona per motivi soggettivi!!
poi, se l´autore é disposto ad accettare le critiche ben venga, altirmenti dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e chiedersi perché pubblica foto se poi non ascolta chi le vede!


Stefano, se fosse sempre soggettiva, che senso avrebbe mostrarla agli altri per vedere se fa lo stesso effetto che fa a noi? In questo stesso tentativo c'è una ricerca di linguaggio e quindi di oggettività. Spesso la soggettività può essere legata a mancanza di conoscenza del linguaggio.
La soggettività invece c'è indiscutibilmente sul messaggio trasmesso. Ciascuno vede la vita secondo le sue esperienze ed il suo sentire e si esprime soggettivamente. Ma dobbiamo non confondere il contenuto col contenitore.
PAS
QUOTE(enrico @ Aug 30 2012, 01:35 PM) *
Io ho qualche perplessità a definire l'arte. E' un terreno scivoloso. Molti grandi fotografi non vogliono essere chiamati artisti. Per me la fotografia è comunicazione,


D’accordo su questo passaggio di Enrico.
Il termine arte è troppo inflazionato in ambito fotografico. Fino a (quasi) perderne l’essenza.
La fotografia prima ancora che arte è comunicazione e prima ancora che comunicazione è espressione. Diventa comunicazione nel momento in cui la si condivide ed in quel caso è indispensabile una minima condivisione di linguaggi.

Il topic comunque mi sembra più basic e riferito al commento di foto “oggettivamente” sbagliate.

L’”oggettivamente”, sempre ammesso che esista, lo si può ricondurre solo all’aspetto tecnico-formale e non a quello espressivo. Espressivamente una foto può essere vuota, insulsa, ripetitiva, ma non “oggettivamente” sbagliata.

Poichè l’aspetto tecnico ha canoni basilari più o meno accettati e condivisi da chi pratica fotografia, nel caso l’autore risponda ad una critica con un “volevo farla proprio così”, significa che l’anomalia tecnica è funzionale all’espressività. Un po’come le licenze poetiche.
Nessun problema.
Ma io, più che stigmatizzare la mancata accettazione della critica, chiederei all’autore PERCHE’ ha voluto “farla proprio così” e quale plusvalore ritiene possa aver portato l’errore (anomalia) tecnico.

Da un’eventuale risposta facile poi scoprire qualcosa di più sulla foto e…..sull’autore. wink.gif

Valerio
enrico
Un'ultima considerazione (sto uscendo):
a causa della nostra diversa esistenzialità, alcuni contenuti possono piacerci ed altri no. Possiamo trovarci in sintonia con l'esistenzialità dell'autore oppure no. Ma resta il fatto che sappiamo distinguere una bella immagine, costruita con competenza, anche se non condividiamo il contenuto, da una frutto di improvvisazione o semplicemente fatta da chi sta imparando.
Grazie della bella chiacchierata.

QUOTE(PAS @ Aug 30 2012, 02:26 PM) *
D’accordo su questo passaggio di Enrico.
Il termine arte è troppo inflazionato in ambito fotografico. Fino a (quasi) perderne l’essenza.
La fotografia prima ancora che arte è comunicazione e prima ancora che comunicazione è espressione. Diventa comunicazione nel momento in cui la si condivide ed in quel caso è indispensabile una minima condivisione di linguaggi.

Il topic comunque mi sembra più basic e riferito al commento di foto “oggettivamente” sbagliate.

L’”oggettivamente”, sempre ammesso che esista, lo si può ricondurre solo all’aspetto tecnico-formale e non a quello espressivo. Espressivamente una foto può essere vuota, insulsa, ripetitiva, ma non “oggettivamente” sbagliata.

Poichè l’aspetto tecnico ha canoni basilari più o meno accettati e condivisi da chi pratica fotografia, nel caso l’autore risponda ad una critica con un “volevo farla proprio così”, significa che l’anomalia tecnica è funzionale all’espressività. Un po’come le licenze poetiche.
Nessun problema.
Ma io, più che stigmatizzare la mancata accettazione della critica, chiederei all’autore PERCHE’ ha voluto “farla proprio così” e quale plusvalore ritiene possa aver portato l’errore (anomalia) tecnico.

Da un’eventuale risposta facile poi scoprire qualcosa di più sulla foto e…..sull’autore. wink.gif

Valerio


Pollice.gif
gambit
faccio fatica a rispondere perche' rispetto molto qualsiasi foto/fotografo. ed ognuno ha il proprio modo di esprimersi etc. al max dico, guarda forse avrei composto cosi, oppure questo elemento e' un po' "distracting", sforzati di piu', fai meno pp etc. ma poiche' io so di non essere una cima, preferisco tenere un profilo basso.

tuttavia non accetto quando un fotografo professionista o meno converte una foto (carina) in bn ma non si accorge che e' storta di un paio di gradi. nel contesto di quella foto, una modella che sta in piedi davanti a una finestra, il livellamento deve essere perfetto, altrimenti la femminilita' del soggetto si perde, perde potenza, non e' piu' "centrale". gia' dopo un paio di secondi che la guardavo mi sono detto che qualcosa non andava. o stolto io che guardo queste cose, o stolto chi guarda solo il s-dere della modella.

d.kalle
Evidentemente il fotografo conosce perfettamente qual'e' il punto forte dell'immagine.
Penso faccia piacere che qualcuno ti faccia notare che la finestra e' storta, solitamente non capita mai... rolleyes.gif
riccardoal
Patrizio uno scatto puo ( anzi deve ) essere analizzato e giudicato sotto due aspetti diversi...

tecnico
emozionale

l aspetto tecnico non lascia scampo ..se la foto e' fatta male nessuno puo nascondersi dietro ad un " la volevo cosi "

la parte emozionale e' talmente soggettiva che lascia spazio a molteplici interpretazioni ed e' qui che spesso l autore enfatizza certi particolari che altri magari non vedono e secondo me ha ( puo aver ) sempre ragione
ciao
Riccardo
FZFZ
QUOTE(PAS @ Aug 30 2012, 02:26 PM) *
D’accordo su questo passaggio di Enrico.
Il termine arte è troppo inflazionato in ambito fotografico. Fino a (quasi) perderne l’essenza.
La fotografia prima ancora che arte è comunicazione e prima ancora che comunicazione è espressione. Diventa comunicazione nel momento in cui la si condivide ed in quel caso è indispensabile una minima condivisione di linguaggi.


Valerio



L'arte prima di tutto è una forma di comunicazione, per come la vedo io.
Quindi non capisco questo distinguo...
PAS
QUOTE(FZFZ @ Aug 30 2012, 03:15 PM) *
L'arte prima di tutto è una forma di comunicazione, per come la vedo io.
Quindi non capisco questo distinguo...


Ok Fede, l’arte è una forma di comunicazione ma non vale il reciproco.
Ovvero non tutte le forme di comunicazione sono “arte”.
Quindi la fotografia, nel momento in cui viene condivisa, diventa comunicazione ma non automaticamente arte. O ancora il fotografo diventa comunicatore per immagini della propria espressività, ma non automaticamente “artista”.

Un po’ come l’autore di un saggio scritto: lo fa per comunicare il proprio pensiero, non per realizzare un’opera d’arte.
Diverso nel caso lo scritto si elevi a poesia.
atostra
QUOTE(gambit @ Aug 30 2012, 02:40 PM) *
faccio fatica a rispondere perche' rispetto molto qualsiasi foto/fotografo. ed ognuno ha il proprio modo di esprimersi etc. al max dico, guarda forse avrei composto cosi, oppure questo elemento e' un po' "distracting", sforzati di piu', fai meno pp etc. ma poiche' io so di non essere una cima, preferisco tenere un profilo basso.

tuttavia non accetto quando un fotografo professionista o meno converte una foto (carina) in bn ma non si accorge che e' storta di un paio di gradi. nel contesto di quella foto, una modella che sta in piedi davanti a una finestra, il livellamento deve essere perfetto, altrimenti la femminilita' del soggetto si perde, perde potenza, non e' piu' "centrale". gia' dopo un paio di secondi che la guardavo mi sono detto che qualcosa non andava. o stolto io che guardo queste cose, o stolto chi guarda solo il s-dere della modella.


mi piace il fatto che rispetti i fotografi, e fai bene, ma io che sono un + cinico rispetto solo quelli con cognizione. non basta una reflex per esser fotografi, ma allo stesso tempo a volte è sufficiente una compatta a pellicola da 100€
se ci sono fotografi che sanno quello che fanno, e sono disposti ad insegnarmi qualcosa (o a fare anche solo una piacevole chiacchierata) il mio rispetto è molto alto, allo stesso modo rispetto neofiti che chiedono pareri, ma non solo, approfondiscono il discorso e voglio migliorarsi.
non rispetto chi si crede esente da critiche. certi lavori di Bresson possono esser criticati secondo me...

QUOTE(riccardoal @ Aug 30 2012, 02:57 PM) *
Patrizio uno scatto puo ( anzi deve ) essere analizzato e giudicato sotto due aspetti diversi...

tecnico
emozionale

l aspetto tecnico non lascia scampo ..se la foto e' fatta male nessuno puo nascondersi dietro ad un " la volevo cosi "

la parte emozionale e' talmente soggettiva che lascia spazio a molteplici interpretazioni ed e' qui che spesso l autore enfatizza certi particolari che altri magari non vedono e secondo me ha ( puo aver ) sempre ragione
ciao
Riccardo


se discutiamo del fato che i canoni tecnici (ma anche comunicativi) stanno cambiando (o cambiano continuamente) potremmo quasi dire che ogni grande fotografo ha, almeno una volta, infranto una regola, o meglio, creato nuove regole (vedi alcuni splenditi ritratti fatti con grandangoli spinti, quelle erano foto tecnicamente corrette e anche comunicative, ciò non significa che posso fare tutti i ritratti con un 14mm)
anche perchè alla fine la tecnica fotografica deriva da leggi artistiche-visive, secondo le quali, seguendo i giusti canoni, l'occhio di chi guardava era più propenso a cogliere il giusto messaggio, quindi, anche scegliendo regole poco ortodosse, ma con il giusto messaggio da dire, la foto è nel complesso "piacevole"

perchè è inutile fare esercizi di retorica, siamo nel 2012, e la fotografia è di massa, quindi per quanto ti possa ritenere figo ad infrangere le regole canoniche, c'è stato qualcuno + famoso e + bravo di te che l'ha fatto prima di te, e l'ha fatto con una motivazione....
in soldoni, se la tecnica ANOMALA ha un fine, e serve a rendere piacevole una foto, allora si può definire "arte" (o maestria fotografica) altrimenti è xxx...

volendo approfondire il problema possiamo discutere del fatto che oggi le foto si fanno per mostrarle agli altri su mezzi di comunicazione + o - credibili (facebook non è uno credibile, secondo me), mentre credo che in passato le foto si facessero prevalentemente per se stessi, vuoi il ricordo, o vuoi per avere la soddisfazione di una bella foto, in questo caso c'è un senso critico comune che permette la crescita.
FZFZ
QUOTE(PAS @ Aug 30 2012, 03:54 PM) *
Ok Fede, l’arte è una forma di comunicazione ma non vale il reciproco.
Ovvero non tutte le forme di comunicazione sono “arte”.
Quindi la fotografia, nel momento che viene condivisa, diventa comunicazione ma non automaticamente arte. O ancora il fotografo diventa comunicatore per immagini della propria espressività, ma non automaticamente “artista”.

Un po’ come l’autore di un saggio: lo fa per comunicare il proprio pensiero non per realizzare un’opera d’arte. Diverso nel caso lo scritto si elevi a poesia.



E qui siamo d'accordo.
Ma oggi la fotografia ha cambiato molto i suoi...palcoscenici.
Prendiamo il reportage...è più facile trovarne nei musei che sui giornali.
Le gallerie private sono una realtà per la fotografia (in Italia un pochino meno...ma è sempre la solita solfa).
Il "comunicatore della propria espressività" vive in questi ambienti...perché l'arte cosa altro è se non comunicazione di noi stessi ?
La fotografia nel momento in cui è scattata diventa comunicazione della nostra essenza e del nostro modo di osservare, guardare, giudicare il mondo.
La condivisione di essa, poi, aggiunge tanti altri livelli a questa comunicazione (esempio: l'osservatore, la sua interpretazione, etc)
Insomma...il concetto di soggettività fotografica è morto. Ed il passaggio della fotografia a forma d'arte è stato inevitabile.
Anche un saggio può essere arte, secondo me.
Trovo discutibile che "La camera chiara" di Bartes non sia arte... ad esempio...
Ma qui va distinta la definizione di "arte" come definizione "socialmente condivisa" da una collettività (chi è "arrivato"...chi è riuscito ad ergersi al ruolo di artista), dalla definizione di arte in se (molto molto complessa, chiaramente.)

E, naturalmente, esistono livelli qualitativi diversissimi di "arte".
L'arte, per me, appartiene a tutti.
Ben altro discorso se per arte ed artisti assumiamo valori qualitativi...allora diventa ovvio che di artisti ce ne sono ben pochi e l'arte diventa sia sempre più difficile da leggere ed interpretare, specialmente quella moderna che richiede la conoscenza di linguaggi, codici stilistici, movimenti, molto molto complessi.

Siamo tutti artisti, secondo me, in realtà.
In un modo o in un altro.
A livelli qualitativi diversissimi....ovviamente.
Pochissimi di un livello elevato...ma questo è un altro discorso.
gambit
QUOTE(atostra @ Aug 30 2012, 02:57 PM) *
mi piace il fatto che rispetti i fotografi, e fai bene, ma io che sono un + cinico rispetto solo quelli con cognizione. non basta una reflex per esser fotografi, ma allo stesso tempo a volte è sufficiente una compatta a pellicola da 100€
se ci sono fotografi che sanno quello che fanno, e sono disposti ad insegnarmi qualcosa (o a fare anche solo una piacevole chiacchierata) il mio rispetto è molto alto, allo stesso modo rispetto neofiti che chiedono pareri, ma non solo, approfondiscono il discorso e voglio migliorarsi.
non rispetto chi si crede esente da critiche. certi lavori di Bresson possono esser criticati secondo me...

la penso come te, quello che hai scritto integra il mio pensiero.
PAS
QUOTE(FZFZ @ Aug 30 2012, 04:23 PM) *
E qui siamo d'accordo.
Ma oggi la fotografia ha cambiato molto i suoi...palcoscenici.


Beh qui entriamo nella “filosofia” dell’espressività fotografica (aspetto estremamente interessante, ma un po' fuori topic)
Ed ogni disputa filosofica è per sua natura confronto tra soggettività
Come è soggettivo ed estremamente sfumato il confine di definizione di arte.
Per esempio: per me "La Camera Chiara" di Barthes è un saggio fondamentale. Idem per "Sulla Fotografia" si Susan Sontag.
E’ un terreno minato lo so, ma si potrebbe definire artista chi (e quando) riscuote un autentico riconoscimento maggioritario in tal senso. Sottolineo autentico perché p.es. sappiamo tutti che per esporre un proprio lavoro al MoMa si può essere "aiutati" da una giusta conoscenza e/o un pacchetto di dollari.

In sostanza la fotografia non differisce molto da altre forme espressive: scrittura, pittura, scultura.
Molti autori sono artigiani, solo alcuni sono artisti (da notare che i due termini hanno un’unica etimologia)

Allo stesso modo moltissimi fotografi sono onesti artigiani della fotografia, nel senso che realizzano lavori tecnicamente e formalmente ineccepibili, magari coadiuvati anche da una tecnologia d’eccellenza. Solo alcuni sono artisti in quanto è riconosciuta loro (anche) una singolare e personale potenza espressiva.
Vincenzo Ianniciello
QUOTE(FZFZ @ Aug 30 2012, 12:48 PM) *
Semplice...

Che se l' "evidente errore" non è funzionale alla narrazione, per come ho letto l'immagine, direi che è poco funzionale.
Di oggettivo, però, non esiste davvero nulla.
Perché tutto dipende da quel che leggiamo in una foto.

Naturalmente parliamo di fotografia...non di esercizi tecnici fini a se stessi.


...concordo Pollice.gif ...anche perchè sto maturando una certa passione per le foto "sporche"...
...ovviamente dipende dal genere: una foto di paesaggio non può avere l'orizzaonte storto (a meno che non sia un taglio obliquo...dove sta bene)...
...ma nella "street" ho smesso di croppare, clonare, raddrizzare ecc. ecc....
bergat@tiscali.it
A questo punto quando si posta una foto perchè non chiedere solo commenti non sulla tecnica ma solo sull'espressività, e non sulla tecnica? e perchè poi postarla in primi passi, se non si accettano le critiche dal punto di vista tecnico? certo vedere una foto tecnicamente errata in primi passi, laddove ti chiedono di commentare, forse per non polemizzare bisognerebbe rispondere con un no comment.
alessandro pischedda
Il discorso e' interessantissimo.
A livello forum direi che se l'errore e' scatenato volutamente vuol dire che l'autore ha una solida coscienza delle regole e ci sa spiegare il perché della sua scelta. Anche perché c'e' maniera e maniera di rompere le regole. Molti le sanno ma non tutti le sanno rompere bene.
Piu' in generale io non riesco a giudicare un'opera, quindi esco dall'ambito del forum, senza sapere di chi e'.
Non ho mai capito se e' una mia limitazione o e' giusto così.
Per capire devo sapere che background c'è dietro e ho bisogno di contestualizzare.
Proprio per questo anche il clonare via un elemento per es. può far inorridire in alcuni contesti come essere apprezzato in altri.
Essendo comunicazione può esser giusto eliminare ciò che fuorvia l'attenzione di chi guarda.
Ad es in una pubblicita' quale azienda direbbe "si bella pero' ha usato Photoshop" se poi serve a far vendere?
Al contrario, qui sul forum, posso essere abile se con un obiettivo fisso da 14mm faccio uno scatto per strada riuscendo ad escludere cosa non serve.
Devo portare la pagnotta a casa con quella foto? E' una dimostrazione strettamente tecnica? Devo lanciare un messaggio?
Sto mostrando quello che ho visto o quello che so fare?
Insomma ci si dovrebbe sempre chiedere "a cosa serve" e spesso cadiamo nell'errore di ragionare solo all'interno dei nostri panni dando quindi per sbagliato alcune cose.
Un po' come quando diciamo che sono inutili accessori inseriti sull'ultima reflex di turno.

A nostro livello di forum, dopo lo scatto quello che andrebbe fatto, e mi ci infilo dentro, e' chiedersi prima di postare cosa comunicherà agli altri, che non vivono normalmente la mia vita, la mia foto.
Potra' tecnicamente o emozionalmente dire qualcosa agli altri?
Forse, se ci fermassimo un minuto prima di dare l'invio, ci sarebbe già una scremata importante.
paperomascherato
Perdonami a tua volta, ma per me il linguaggio fotografico esiste eccome.


Enrico sono ultra daccordo con te Pollice.gif ...come non può esistere un linguaggio fotografico...assurdo....se scrivo con la luce ''FOTOGRAFIA'' è un linguaggio.....

IL PAPEROMASCHERATO

gambit
QUOTE(paperomascherato @ Aug 30 2012, 09:40 PM) *
Perdonami a tua volta, ma per me il linguaggio fotografico esiste eccome.
Enrico sono ultra daccordo con te Pollice.gif ...come non può esistere un linguaggio fotografico...assurdo....se scrivo con la luce ''FOTOGRAFIA'' è un linguaggio.....

IL PAPEROMASCHERATO



ti ringrazio di aver "quotato" il messaggio di enrico che mi era scappato e per il quale mi trovo completamente d accordo.
a mio modo di vedere il fotografo che sa sviluppare un proprio linguaggio, riesce a differenziarsi e ad emergere.
molto spesso una foto che è capace di esprimere "emozioni" per il fotografo viene dimenticata dopo pochi minuti se le manca linguaggio.
Giordy 58
Boh? sinceramente sono discutibili quelli che postano foto oggettivamente errate e s'arrabbiano se glielo si fà notare, ma anche quelli che postano,ripostano,ripropostano la solita mareggiata, il tramonto ipercolorato in hdr, la banchina che s'allunga verso l'infinito...ecc,ecc. E quelli che (spesse volte sempre i soliti) lodano e stralodano queste foto? ph34r.gif tongue.gif
Valejola
Ormai lè un sapere comune, in questo campo il giudizio è palesemente soggettivo!
C'è colui a cui piace la foto bianca e colui a cui piace la foto nera, chi la preferisce rotonda e chi quadrata (sto facendo paragoni)...quindi il giudizio altrui è sempre basato su gusti soggettivi perciò non ci potrà mai essere una foto bella per tutti o brutta per tutti.
E questo può far passare un errore come un qualcosa divoluto, cercato o via dicendo...però, perchè c'è sempre un però, non bisogna mai dimenticarsi che l'utente che posta la foto per avere giudizi altrui dovrebbe sapere chiaramente che pone il suo scatto PROPRIO al giudizio altrui!
Quindi ogni qualsiasi giustificazione, sensata o meno che, è sicuramente fuoriluogo perchè se non accetta la critica di una persona interpellata proprio per farla...bè, tantovale che propone lo scatto!
Stessa cosa però per chi giudica perchè un "per me.." oppure un "secondo me..." prima di ogni giudizio ci dovrebbe essere sempre.
Ovvio poi che si può anche non essere d'accordo l'uno con l'altro, ma alla fine la ragione salta sempre fuori perchè se una foto è cannata alla grande, avrà il 99% dei giudizi tendenti al negativo.
Ed alla fine è questo che conta.
aliant
QUOTE(Patrizio Gattabria @ Aug 30 2012, 12:41 PM) *
..e chiedono un giudizio.. e quando viene fatto loro notare l'errore, 'esordiscono ' affermando che la foto la volevano proprio così?

Allora, estremizzando, ognuno potrà sbagliare una foto, ed affermare che la 'vedeva' così? ...è giusto così? laugh.gif (ripeto: parliamo di foto con 'evidenti 'errori ..)





LA TECNICA

Le continue scoperte nel campo della chimica e dell'ottica, stanno ampliando in modo considerevole il nostro campo d'azione. Tocca a noi applicarle alla nostra tecnica per migliorarci, ma esiste un intero gruppo di pregiudizi che si sono formati riguardo al problema della tecnica.
La tecnica Ë importante solo in quanto riusciamo a servircene per comunicare ciÚ che vogliamo. La tecnica personale di ciascuno deve essere creata ed adattata solo per rendere efficace una certa visione sulla pellicola, ma solo i risultati contano, l'evidenza finale Ë la fotografia stampata, altrimenti non si porrebbe fine alle storie raccontate dai fotografi su delle fotografie che stavano per fare, ma che in realt‡ sono solo un nostalgico rimpianto.
La professione di foto-reporter esiste solo da 30 anni. Si Ë sviluppata grazie alla comparsa di macchine fotografiche facilmente maneggiabili, di obiettivi più luminosi e dalle pellicole a grana fine prodotte per il cinema. La macchina fotografica Ë per noi uno strumento, non un bel giocattolo meccanico. Nel perfetto funzionamento di questo oggetto meccanico, forse cerchiamo un'inconscia compensazione alle ansiet‡ e alle incertezze dell'affanno quotidiano. In ogni caso si pensa troppo alla tecnica e troppo poco al vedere.
» sufficiente che un fotografo si senta a suo agio con la sua macchina e che questa sia adatta al lavoro che vuoi fare. Il modo di usarla, le sue tacche, le sue velocit‡ di esposizioni e tutto il resto dovrebbero diventare automatici, come il cambiare una marcia in automobile. Non spetta a me addentrarmi nei dettagli di queste operazioni, anche delle pi˘ complicate, perchÈ sono tutte esposte con precisione militaresca nelle istruzioni che i fabbricanti danno insieme alla macchina fotografica ed alla bella custodia in pelle. Se 1 a macchina Ë un bel giocattolo, dovremmo superare questo ostacolo almeno parlandone. Lo stesso si puÚ dire dei "come" e dei "perchÈ" ottenere graziose stampe in camera oscura.
Mentre sÏ ingrandisce, Ë essenziale ricreare i valori e lo stato d'animo del momento in cui fu scattata la fotografia. Si puÚ anche modificare la stampa in modo da riflettere le intenzioni del fotografo nel momento in cui faceva la fotografia. Bisogna anche ristabilire quell'equilibrio tra luce ed ombra che l'occhio stabilisce in continuazione. Ed Ë per questo che l'ultimo atto della creazione di una fotografia avviene in camera oscura.
Mi diverte sempre l'idea che certa gente ha della tecnica fotografica. Un'idea che si manifesta in un insaziabile desiderio di immagini nitide. Si tratta di un'ossessione? Oppure questa gente crede, con la tecnica del colpo d'occhio ("trompe l'oeil"), di afferrare meglio la realt‡? In ogni caso sono tanto lontani dal vero problema, quanto lo erano quei fotografi della generazione precedente che arricchivano i loro aneddoti fotografici, con un flou voluto perchÈ considerato "artistico".





da Cartier Bresson, Il momento decisivo, 1952
Patrizio Gattabria
Bresson era unico..ma quanti Bresson ci sono ora?
PAS
QUOTE(Valejola @ Aug 31 2012, 12:27 AM) *
Ormai lè un sapere comune, in questo campo il giudizio è palesemente soggettivo!
C'è colui a cui piace la foto bianca e colui a cui piace la foto nera, chi la preferisce rotonda e chi quadrata (sto facendo paragoni)...quindi il giudizio altrui è sempre basato su gusti soggettivi perciò non ci potrà mai essere una foto bella per tutti o brutta per tutti.


Vabbè però non esageriamo con il “relativismo”.
Ci sono eccome nella storia della fotografia foto che sono “belle per tutti”.

QUOTE(Valejola @ Aug 31 2012, 12:27 AM) *
E questo può far passare un errore come un qualcosa di voluto, cercato o via dicendo...però, perchè c'è sempre un però, non bisogna mai dimenticarsi che l'utente che posta la foto per avere giudizi altrui dovrebbe sapere chiaramente che pone il suo scatto PROPRIO al giudizio altrui!
Quindi ogni qualsiasi giustificazione, sensata o meno che, è sicuramente fuoriluogo perchè se non accetta la critica di una persona interpellata proprio per farla...bè, tantovale che propone lo scatto!
Stessa cosa però per chi giudica perchè un "per me.." oppure un "secondo me..." prima di ogni giudizio ci dovrebbe essere sempre.
Ovvio poi che si può anche non essere d'accordo l'uno con l'altro, ma alla fine la ragione salta sempre fuori perchè se una foto è cannata alla grande, avrà il 99% dei giudizi tendenti al negativo.
Ed alla fine è questo che conta.


Su questo penso occorra una riflessione.
Il riflettore smile.gif di questo topic è acceso su chi posta foto “errate” e sull’accettare o meno commenti di critica.
Ma non dimentichiamo che anche il commento può essere “errato”.
Anzi in parecchi anni che seguo forum di fotografia posso assicurare che i commenti sbagliati o fuori luogo sono di gran lunga più frequenti delle foto cannate.
Commentare correttamente una foto, argomentando la propria opinione è difficile quasi quanto farla, anzi a volte più difficile.
Quindi uscirei dal luogo comune che chi posta foto deve comunque accettare la critica. L’autore della foto può a sua volta criticare la critica, se ritiene sia sbagliata.
Questo non significa peccare di presunzione, ma alimentare (civilmente) un confronto che può risultare utile sia all’autore della foto che all’autore della critica.

Valerio
photoart2000
QUOTE(PAS @ Aug 31 2012, 12:00 PM) *
Su questo penso occorra una riflessione.
Il riflettore smile.gif di questo topic è acceso su chi posta foto “errate” e sull’accettare o meno commenti di critica.
Ma non dimentichiamo che anche il commento può essere “errato”.
Anzi in parecchi anni che seguo forum di fotografia posso assicurare che i commenti sbagliati o fuori luogo sono di gran lunga più frequenti delle foto cannate.
Commentare correttamente una foto, argomentando la propria opinione è difficile quasi quanto farla, anzi a volte più difficile.
Quindi uscirei dal luogo comune che chi posta foto deve comunque accettare la critica. L’autore della foto può a sua volta criticare la critica, se ritiene sia sbagliata.
Questo non significa peccare di presunzione, ma alimentare (civilmente) un confronto che può risultare utile sia all’autore della foto che all’autore della critica.

Valerio


Fantastico!!!
guru.gif guru.gif guru.gif
Patrizio Gattabria
QUOTE(PAS @ Aug 31 2012, 12:00 PM) *
Vabbè però non esageriamo con il “relativismo”.
Ci sono eccome nella storia della fotografia foto che sono “belle per tutti”.
Su questo penso occorra una riflessione.
Il riflettore smile.gif di questo topic è acceso su chi posta foto “errate” e sull’accettare o meno commenti di critica.
[b]Ma non dimentichiamo che anche il commento può essere “errato
”.[/b]
Anzi in parecchi anni che seguo forum di fotografia posso assicurare che i commenti sbagliati o fuori luogo sono di gran lunga più frequenti delle foto cannate.
Commentare correttamente una foto, argomentando la propria opinione è difficile quasi quanto farla, anzi a volte più difficile.
Quindi uscirei dal luogo comune che chi posta foto deve comunque accettare la critica. L’autore della foto può a sua volta criticare la critica, se ritiene sia sbagliata.
Questo non significa peccare di presunzione, ma alimentare (civilmente) un confronto che può risultare utile sia all’autore della foto che all’autore della critica.

Valerio

Concordo Valerio con quello che dici..ma ciò che io ho chiesto, esattamente, è cosa si pensa delle foto 'oggettivamente' (per tutti) errate,.. errate ..

Vero anche che anche un commento può essere errato..ma quello che spiace è, che alcune volte, nel confronto, non ci si comporti civilmente..e si controbattata con argomentazioni non pertinenti, spesso mancando di rispetto..

Patrizio
simonespe
QUOTE(PAS @ Aug 31 2012, 12:00 PM) *
Vabbè però non esageriamo con il “relativismo”.
Ci sono eccome nella storia della fotografia foto che sono “belle per tutti”.
Su questo penso occorra una riflessione.
Il riflettore smile.gif di questo topic è acceso su chi posta foto “errate” e sull’accettare o meno commenti di critica.
Ma non dimentichiamo che anche il commento può essere “errato”.
Anzi in parecchi anni che seguo forum di fotografia posso assicurare che i commenti sbagliati o fuori luogo sono di gran lunga più frequenti delle foto cannate.
Commentare correttamente una foto, argomentando la propria opinione è difficile quasi quanto farla, anzi a volte più difficile.
Quindi uscirei dal luogo comune che chi posta foto deve comunque accettare la critica. L’autore della foto può a sua volta criticare la critica, se ritiene sia sbagliata.
Questo non significa peccare di presunzione, ma alimentare (civilmente) un confronto che può risultare utile sia all’autore della foto che all’autore della critica.

Valerio


Che dire...

Sono daccordissimo in tutto...

Ne è riprova il fatto che quasi sempre le critiche rigettate ,provengono da chi poi non dimostra riscontri di autorevoli competenze in materia.
Patrizio Gattabria
QUOTE(simonespe @ Aug 31 2012, 02:10 PM) *
Che dire...


Ne è riprova il fatto che quasi sempre le critiche rigettate ,provengono da chi poi non dimostra riscontri di autorevoli competenze in materia.

Anche io sono ampiamente d'accordo con le tue affermazioni..
lexio
QUOTE(Patrizio Gattabria @ Aug 30 2012, 12:41 PM) *
..e chiedono un giudizio.. e quando viene fatto loro notare l'errore, 'esordiscono ' affermando che la foto la volevano proprio così?

Allora, estremizzando, ognuno potrà sbagliare una foto, ed affermare che la 'vedeva' così? ...è giusto così? laugh.gif (ripeto: parliamo di foto con 'evidenti 'errori ..)


Penso che siano persone che in realtà vogliono solo essere compiaciuti perchè si credono bravissimi e cercano solo la conferma a questa loro convinzione, non una smentita. Semplicemente, queste persone non impareranno mai nulla nella vita.
maxter
La fotografia è arte, ma è arte anche il disegno, l'affresco, la letteratura, ecc ecc.
Però non tutti sono artisti, e per esserlo bisogna almeno avere le basi...saperlo anche non essere. Invece appena uno fa una foto che è oggettivamente sbagliata, a volte si difende dicendo è arte e mi piaceva così, esprime quello che sentivo dentro.
Prova a dirlo con un disegno, una scultura, una poesia, un romanzo.....ti prendono per un matto.
E così secondo me deve essere anche nella fotografia.
La fotografia, per 990 persone su 1000, soprattutto sui forum, non è arte neanche per sogno e quindi gli errori, i difetti, le bruttezze vanno lette come tali e non come licenza poetica o espressione del proprio stato d'animo. Poi uno può credere di essere chi gli pare...però chissà perché le foto di chi vende le proprie stampe sono belle e tecnicamente ineccepibili.
Nella stragrande maggioranza dei casi, in un forum, a meno di rare eccezioni, non si può proprio parlare di fotografia come arte, ma solo di tecnica e capacità di utilizzare il linguaggio fotografico, che anche secondo me esiste e va imparato. E non è certo solo la regola dei terzi.
E sono sicuro che un artista accetta le critiche, le discute, non è d'accordo, ribatte....ma le accetta, e ne parla rimanendo sul tema dell'eventuale obiezione....difficile spiegarlo ma spero si sia capito.
ENZORED
Ciao a Tutti,
questa discussione è veramente basilare perché riflettendo su ciò che è definito errore si capisce la natura stessa della fotografia.
Penso sia impossibile trattare l' argomento senza considerare il contesto e le finalità che l' autore ha nel fotografare e nel mostrarci
le sue foto, è chiaro che il concetto di errore che non è certo un concetto assoluto ed immutabile varia a secondo del genere di
foto che stiamo studiando.
Una foto scientifica o naturalistica per essere valida deve essere tecnicamente ineccepibile , una foto che mostri un evento di cronaca
(un attentato un' alluvione) può essere un documento eccezionale anche se scarsa dal punto di vista tecnico o formale.
Una perfetta foto pubblicitaria o glamour può essere giudicata insignificante dal punto di vista espressivo, e le foto artistiche
degli Autori contemporanei più quotati a livello museale potrebbero essere giudicate tutte sovraesposte o statiche in un concorso fotografico.
E' chiaro che bisogna anche capire quanto l' "errore" sia una scelta espressiva condivisibile o meno ma comunque voluta dall' autore oppure
se è fortuito e indipendente dalla volontà dal fotografo.
Per approfondire questo tema molto importante vi posso consigliare un libro veramente molto bello:

Clément Chéroux - L' errore fotografico - Piccola Biblioteca Einaudi

Ciao. Enzo.

P.S.: se volete visitare il mio sito troverete di sicuro molti "errori" !!!

Visita il mio sito
albe72mila
mi sono letto tutto il forum e sono giunto alle seguenti conclusioni: credo che si possa parlare di errore quando la fotografia mostra grossolani errori di composizione e/o di esposizione... mentre si entra in una zona "grigia" e di soggettività quando l'errore è "minore" o di tipo interpretativo dell'iimagine. In questo caso ho fatto 1 grave errore: quale? rolleyes.gif
Immagine ridimensionata: clicca sull'immagine per vederla con le dimensioni originali.

Visualizza sul GALLERY : 444.2 KB
lexio
Scusami se ti prendo come capro espiatorio, giuro che non è niente di personale.
Se una foto così capitasse in Primi Passi con la scritta "Aiutatemi a migliorare.. C&C sempre ben accetti grazie" commenterei così:
La foto è sicuramente un bel ricordo e ha un legame affettivo particolare, ma ci vedo diverse imperfezioni.
- Flash (credo pop-up) utilizzato sulla seconda tendina
- Tempo di scatto tropo lungo, con il flash l'esposizione di regola con iso e diaframma, potevi tenere tranquillamente un tempo più rapido
- Mani tagliate
- La messa a fuoco mi pare più sul ciucciotto che sugli occhi del bimbo
- Lo sfondo distrae parecchio, peccato per la pianta nel vaso.

E qui, a questo punto, un fotografo che vuole crescere capisce cosa c'è che non va nella sua fotografia e migliorerà, il fotografo presuntuoso magari inizierebbe a dire "Eh ma sai, l'effetto scia era voluto, l'avevo inteso proprio così"... il che sarebbe una balla colossale, che danneggia soltanto lui.
E' innegabile che alcuni utilizzano il flash su seconda tendina per avere un effetto scia, ma questo va bene e non è un errore quando il risultato si capisce e trasmette qualcosa.. ad esempio, ballerini sul palco, in questo caso si che trasmette qualcosa e si capisce che non è un errore..
Allora, a mio avviso gli errori sono quelle variazioni dal linguaggio standard che però non riescono a comunicare nulla. In questo caso penso che si tratta di errore.
Inoltre, ricordo che i grandi fotografi sono ipercritici con sè stessi, sono i primi che vanno a cercare i propri errori ed è esattamente per questo motivo che son diventati grandi.
capannelle
Per un certo tipo di fotografia i contenuti sono più importanti della forma, Ad esempio questa foto di Bresson è storta e il ragazzino ha i piedi tagliati. Però rimane una foto stupenda.

Clicca per vedere gli allegati

In altri generi fotografici l'errore rovina irrimediabilmente l'immagine, come ad esempio una foto di paesaggio con l'orizzonte storto o una macrofotografia col soggetto sfuocato.

Sarò strano io, ma a una foto perfettina ma asettica preferisco una foto imperfetta ma densa di contenuti smile.gif


lexio
Hai detto una cosa molto importante e vera, la foto perfetta ma priva di contenuti non regge il confronto con una foto ricca di contenuti ma imperfetta. E' per questo che esistono i consigli di persone più esperte da cui imparare.. si apprende prima la tecnica o la sostanza? Non lo so, ci sono persone con un istinto innato e con il tempo affinano la tecnica, ci sono persone che imparano molto facilmente la tecnica e poi con il tempo e lo studio affinano i contenuti, ma di sicuro nessuno diventa un grande senza studiare e migliorarsi continuamente.

Io personalmente, ho seguito corsi e letto libri, ma in gran parte posso ringraziare anche gli utenti del forum che mi consigliano, e pian pianino miglioro e forse un giorno imparerò a fare belle foto.

PS: Se lo scatto fosse stato di Mario Rossi anzichè di Henry Cartier-Bresson, non se lo sarebbe inc-ato nessuno
AndreaPerini
io sono tra quelli che preferisce avere critiche che pollici su, l'ho scritto anche nel mio profilo... interessante discussione...
ma... sapete dirmi perchè quella foto di Bresson è così famosa?
Antonio Canetti
QUOTE(anet80 @ Feb 12 2020, 11:53 AM) *
ma... sapete dirmi perchè quella foto di Bresson è così famosa?


banalmente direi quando qualcuno è famoso gli si perdona spesso cose non eseguite bene.
all'epoca di Bresson c'erano...meno criticoni! i fotografi erano pochi e quelli bravi ancor meno.
la foto in questione oltre i piedi tagliati è anche storta! una foto fatta al volo senza neanche guardare nel mirino… fatta oggi: APRITI CIELO!

Antonio
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