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NikonClub.it Community > NIKON SCHOOL > PHOTO CULTURE > GRANDI NOMI
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giovanni scaburri
In occasione della sua mostra a Camogli il fotografo Berengo Gardin rispara a zero sulla fotografia digitale dicendo però delle corbellerie colossali che non gli danno ragione.
Infatti dice che il digitale a differenza dell'analogico porta a trascurare i criteri della ripresa perché "tanto poi con Potoshop si può sistemare tutto" mentre lui ai suoi allievi ha "sempre insegnato a pensare prima di fare uno scatto". Aggiunge inoltre a ragione di ciò che sui muri delle città sono comparse pubblicità al digitale in cui l'azienda che si reclamizza invita a scattare, scattare e scattare che al resto poi pensa lei.
Tutto questo, secondo il fotografo Berengo Gardin porta ad un impoverimento e ad un danno culturale molto grave.
A parte ogni doverosa considerazione sugli interventi richiesti dopo lo scatto analogico in camera oscura credo sia il caso di fare alcune precisazioni che non vogliono assolutamente mettere in discussione la sua figura di apprezzato fotografo per dire che anche se la macchina con cui vengono prese le immagini digitali è molto simile a quella con cui vengono prese quelle analogiche le prime non hanno molto da spartire con le seconde e viceversa. Sono il prodotto di due processi assolutamente diversi in cui la potenza del digitale supera alla grande, senza nulla togliere, i meriti dell'analogico.
Mi domando che senso avrebbe mettere a confronto la produzione di immagini tipografiche con quelle litografiche tanto più che la fotografia esprime per vocazione la massima potenza quando la sua immagine viene trasportata su una matrice che a sua volta inchiostrata la riririproduce in migliaia o milioni di copie sulla carta stampata.
Necessità vuole che ormai da tempo per ottenere questo risultato tutte le immagini analogiche devono necessariamente essere convertite in digitale.
Si potrebbero fare inoltre altre interessanti considerazioni sulla svolta epocale data dal digitale non solo alla produzione ma anche alla distribuzione e al consumo domestico e industriale delle immagini. Il fatto che l'agenzia Grazia Neri ha recentemente chiuso i battenti ne è la diretta conseguenza di questa svolta
La conclusione più giusta mi pare però quella di riconoscere a Cesare quel che è di Cesare e ricordare all'analogico Berengo Gardin che il famoso slogan "Voi fate clik che al resto pensiamo noi" appartiene agli albori di un grande marchio multinazionale che proprio all'analogico deve tutta la sua fortuna, la Kodak.

Claudio Orlando
Purtroppo è vero. GBG, uno dei miei fotografi preferiti, da un bel po' di tempo spara a zero sul digitale. Non riesco a capirne i motivi "veri". Dubito che un maestro, come lui ha dimostrato di essere, possa confondere il cosa con il come ma tant'è... hmmm.gif
marcelus
e se il maestro non fosse più tale e stesse diventando un "tronista" ?

ascoltanto le parole di questi signori alle volte il dubbio mi assale
alessandro pischedda
spesso si dimentica che il mondo dei fotoamatori non e' formato solo da chi legge forum come questo e va a conferenze dei maestri.
Il fotoamatore e' anche quello che compra la usa e getta e che fa le foto solo in vacanza.
Se le aziende si dimenticassero di tutta questa gente morirebbero.

Evidentemente il maestro e' un po' che non mette la faccia fuori dalla finestra.

nuvolarossa
Io credo solamente che Berengo Gardin, che è e rimane un maestro della fotografia italiana, estremizzi un ragionamento che ha un fondo di verità in modo da indurre la gente a parlarne ed il fatto che siamo qui a discuterne ne è la prova tangibile.

E' vero ed innegabile che con il digitale si pensa di meno quando si scatta. Ai tempi della pellicola, quando ogni scatto aveva un "costo", sia in termini monetari che di autonomia, si era costretti a ragionare di più prima di premere il pulsante. Oggi prima si scatta, poi si guarda nel monitor e successivamente si pensa...
Ed è vero anche che ci sono persone che fotografano in maniera "massiva", cercando di ricavare la qualità dalla quantità e la recente moda che sta venendo fuori nei matrimoni, dove gli sposi chiedono agli invitati di scattare un mucchio di foto e poi si fanno dare i files, in modo da ricavare dalla massa degli scatti effettuati una cinquantina di foto da mettere nell'album non fa che confermare questa tendenza. Ai miei tempi vigeva la formuletta del "3 su 36", oggi pare essere diventata "3 su 3600" rolleyes.gif ...

Quindi io penso (e spero) che Gardin non sia contro il digitale a prescindere, ma contro quel tipo di fotografia non pensata e fatta per tentativi che il digitale induce...
carbo
Sono daccordo con nuvolarossa.
Anche io penso che il MAESTRO sia contro il digitale perchè porta molti "fotografi" a preferire la quantità alla qualità degli scatti, e a esagerare con la postproduzione.

Comunque non credo possa essere messo in dubbio che Gianni Berengo Gardin sia un maestro della fotografia mondiale, e penso che meriti rispetto.

marcelus
credo che nessuno abbia pensato minimamente di mancare di rispetto a BG ma spesso, sentendo parlare alcuni fotografi, mi nasce spontaneo un pensiero.

chi fotografa lo fa essenzialmente x 3 motivi:
-perchè crea arte
-perchè realizza una sua passione
-per fermare dei ricordi

è indubbio che il digitale abbia allargato il bacino degli utilizzatori, questo "allargamento" ha inevitabilmente portato ad avere enormi quantità di immagini e di fotografi sotto gli occhi, ma ciò non comporta necessariamente l'aumento degli "artisti".
-chi ha sempre "pensato" una foto continuerà a farlo indipendentemente dall'avere un monitor o meno dietro la fotocamera, fore, data la maggiore disponibilità di scatti, sarà portato a sperimentare di più.
-chi ha sempre usato la fotocmera come blocco appunti o la compra a tale scopo, continuerà a portare a casa migliaia di scatti del viaggio di nozze, curandosi poco del loro "lato artistico", anche se probabilmente tra le foto ci sarà anche qualche "pezzo forte"...ma naturalmente non fa testo.

ora, accanirsi contro il dogitale è secondo me solo sinonimo di chiusura mentale, caratteristica lontana dagli artisti.la soluzione migliore sarebbe quella di insegnare a pensare la fotografia invece di lanciare inutili anatemi...sicuramente dietro qualche compatta si nasconde un nuovo BG
giovanni scaburri
Mi spiace deludere qualcuno ma l'analogico Gardin è CONTRO IL DIGITALE perché è CONTRO IL DIGITALE . e basta!
Ma non è questa la questione perché nessuno obbliga nessuno e vuol togliere a Gardin quello che è di Gardin nel senso che le sue fotografie sono vendibili e nessuno lo mette in discussione.
Quello che non mi piace sono le considerazioni assolutamente senza senso oltremodo per chi conosce l'analogico per averci lavorato una carriera e frustranti per chi nasce nel digitale.
Parlo con cognizione di causa dal momento che incontro giovani desiderosi di provare lo scatto in analogico e fare esperienza di camera oscura come fosse un battesimo.
Per inciso non campo di fotografia e ho svenduto diversi milioni di analogico perché tanto per fotografare uso le scatole di cartone con il foro stenopeico e in questo vortice deviante mi trovo spesso a non riprendere l'immagine degli oggetti una volta aver risolte mentalmente le problematiche della ripresa. Non sono un pigro. Mi basta!
L'unica remora è quella che non mi sia rimasta nemmeno una macchina per potermi sparare un'overdose di clik nei momenti di depressione. Fortunatamente ci pensa il presidente del consiglio a tenermi allegro.
Se per un verso il rumore dell'otturatore che si apre e si chiude mi riempie lo stomaco dall'altra il movimento del pollice o il giro di manovella mi danno appunto la carica. Per questo ho sempre odiato il motore.
Non che non mi sia divertito, ma le macchine fotografiche mi hanno dato più brividi in questo senso piuttosto che nel risultato delle loro istantanee.
È inutile fare confronti, la digitale fa clak e non clik e poi spesso il pollice mi parte ancora a vuoto. Non vi dico la mortificazione. Però sarei un ottimo soggetto per le ricerche di Plavov.
Ma Gardin mi dice che prima di scattare devo pensare a quello che posso far succedere.
Mi accontenterei anche di un decimo per sentirmi un mostro se riuscissi a interferire nel linguaggio macchina in quella frazione di tempo.
Salvo che non si pensi all'intervento scenografico, credo che il processo non possa far succedere prevalentemente altro di quello che appunto il linguaggio macchina vuole che succeda.
Caso mai dopo, nel linguaggio della camera oscura, si aprono spazzi di libero arbitrio.
Non saprei quanti in questo forum riescono a condividere o almeno capire cosa intendo.
Enrico almeno tu aiutami!
E Gardin mi dice che prima di scattare devo pensare.
E me lo dice convinto che io gli debba dar retta per riconoscenza e per non sentirmi un cretino.
Francamente sarei disposto a dargli tutte le ragioni se riuscisse a supportarsi con motivazioni reali ma è l'opposto.
Vi girerò una mail che due miei amici si sono scambiati qualche tempo fa prima che il più giovane rimase folgorato dal digitale.
Mi rendo conto della privacy ma sono convinto che non ne avranno a male per questa violazione che confido a fin di bene.
Proporrei allo staf di promuovere con un avanzamento di carriera chi riesce a individuare il nome di quella persona che io nomino come il più giovane tra i due personaggi. L'altro è troppo scontato.
Il più giovane - è utile dire che si tratta di un fotografo in oltre operatore culturale nel settore delle arti visive - scrive al primo, di circa una cinquantina d'anni più anziano di lui, una mail in cui si presenta e chiede di poter avere dei contatti.
"- Scrivi pure leggerò volentieri, solo una cosa mi piace sapere: lavori in digitale?
Auguri A..o.
- No prof. G.....i..non mi sento ancora di cambiare sistema; mi interessa ancora la magia chimica che cattura la realtà in un modo tutto suo. Lo farà anche il digitale, ma sicuramente va cambiato l'approccio e la testa.......M......o S........i.
- Sia detto con molta simpatia: raramente ho sentito dire tante sciocchezze in così poco spazio. Esempio: siamo nel 1839 a Parigi, Daguerre ha sentito da me che un certo Talbot fa fotografie su carta negativo positivo eccetera. Dice: no prof G.....i, non mi sento ancora di cambiare sistema, mi interessa ancora la fotografia su lastrina di rame argentato che cattura la realtà in modo tutto suo.... eccetera. Caro M......o, tu fai fotografia non solo morta ma in stato di avanzata putrefazione e poi non fai nemmeno fotografie ma istantanee che sono caricature anche della fotografia analogica.
Il tuo è l'errore storico dei dilettanti: non accorgersi che la fotografia è un mezzo in evoluzione da 180 anni e che si svilupperà per altri mille anni. Insomma, non sei un fotografo nemmeno piccolo piccolo e non fai fotografie ma le consumi nei vecchi materiali defunti. Però siccome spero che tu sia in buona fede ti perdono.
Metafora: impari a guidare un bue per trasportarti al cimitero quando ci sono gli aviogetti e il bello è che credi di volare.
Mha: è la vita!!!
A..o il Cattivo ma Osceno."
Passò poco e dopo una visita in cui M......o S......i fece man bassa sul lavoro di A..o a Fano si inaugurò una delle più belle mostre che ahimè mi sono perso a causa della lontananza ma che godo sul mio monitor dopo la scansione del catalogo.
toad
Senza disconoscere alcuno dei suoi meriti nel campo della fotografia italiana, GBG non è uno dei miei autori preferiti. Nel campo della fotografia di cronaca e costume (sociale, insomma), gli preferisco di gran lunga uno Scianna o un Mulas, tanto per dire i primi che mi vengono in mente. Ma questa è un’altra storia.
Come giustamente osserva Claudio è strano, e aggiungo anche un po’ triste, che confonda la cosa con il come. Non ho mai amato e continuo a non amare gli assolutisti, coloro che - soli nella massa informe e ignorante - hanno in tasca la Verità assoluta e icontrovertibile. In qualche altra parte del pianeta li chiamano talebani. Esempi ne abbiamo a bizzeffe, basta guardarci intorno. Purtroppo con queste affermazioni e queste crociate, il nostro mi si avvicina sempre di più a costoro. Curioso, per una persona che ha fatto appunto dell’impegno documentaristico la ragione della sua opera. Curioso, perché nel momento in cui le cose sono cambiate radicalmente nel modo, toccando anche il suo di modo, non ha saputo stare al passo coi tempi, non riuscendo ad accettare quel cambiamento che invece ha sempre immortalato (negli altri…) nell’arco della sua vita. Non ci sarebbe nulla di strano in questo, se di ciò non se ne volesse fare una religione. Cioè a dire, io fotografo così, perché ci sono abituato e il nuovo modo non mi soddisfa. Punto. Senza voler apporre bollini doc alle fotografie.
C’è un altro signore che fotograficchia niente male, anche lui nel campo del réportage anche se di taglio un po’diverso. Si chiama Steve McCurry. Leggete in questa intervista cosa dice riguardo a questa ed altre cose, con una semplicità disarmante, propria dei Grandi che, se lo sono veramente, sono quasi sempre semplici, disponibili e non salgono mai in cattedra, semplicemente perché non ne hanno bisogno. Le cose le dimostrano coi fatti. Già, perché ci sono ancora dei Grandi. Poi ci sono i Famosi, molte volte creati da noi. Ma generalmente sono di un’altra pasta.


QUOTE(marcelus @ Oct 19 2009, 11:52 AM) *
...sicuramente dietro qualche compatta si nasconde un nuovo BG


Verissimo, Marcello. E’un po’ come diceva Napoleone, che dentro lo zaino di ogni soldato c’è il bastone da generale.
Non è che, magari, questa cosa a qualcuno fa un po’ paura? Quando la conoscenza si diffonde, diventa sempre più difficile essere “guru”, perché bisogna veramente avere gli zebedei più tosti degli altri.
maxmax
Riguardo all'argomento sono del parere che il mezzo non è significativo del risultato.
La fotografia secondo me va guardata nella sua essenza,diffido molto da chi condanna un metodo piuttosto che un altro per fare dell' "ottima" fotografia.
Sono d'accordo con Toad nell'affermare che :"Quando la conoscenza si diffonde, diventa sempre più difficile essere “guru”, perché bisogna veramente avere gli zebedei più tosti degli altri."
Con il digitale il fenomeno diffusione si è espanso su vasta scala e questo può aver dato fastidio a qualcuno.
Detto questo la mia non voleva essere una critica mirata a GBG ma una considerazione di carattere generale.

Un saluto Massimiliano.
francescotruono@tiscali.it
QUOTE(maxmax @ Nov 1 2009, 06:01 PM) *
Riguardo all'argomento sono del parere che il mezzo non è significativo del risultato.
La fotografia secondo me va guardata nella sua essenza,diffido molto da chi condanna un metodo piuttosto che un altro per fare dell' "ottima" fotografia.
Sono d'accordo con Toad nell'affermare che :"Quando la conoscenza si diffonde, diventa sempre più difficile essere “guru”, perché bisogna veramente avere gli zebedei più tosti degli altri."
Con il digitale il fenomeno diffusione si è espanso su vasta scala e questo può aver dato fastidio a qualcuno.
Detto questo la mia non voleva essere una critica mirata a GBG ma una considerazione di carattere generale.

Un saluto Massimiliano.

Concordo pienamente.
Il Digitale è stato, per me, l' abbattimento di tutti i filtri.
Non ho più bisogno di passare attraverso Agenzie, Manager, Corte dei Miracoli.
Se penso di avere qualcosa da dire lo dico direttamente all' interessato attraverso una e-mail.
E' finita.
Noi altro non dobbiamo fare che cercare di fare bene il nostro " lavoro " al meglio delle nostre capacità ,dei nostri mezzi, della nostra professionalità.
Non ci sono più Guru, Santoni del Tempio,regole, canoni.
Faccio una foto ?
La vedo sul monitor della macchina.
E' come volevo ?
E' giusta l' esposizione ?
Bene, vado oltre, alla prossima.
Non ho bisogno più di saperne di carta, camera oscura, o di altro.
Posso finalmente fare quello che amo di più...fotografare.
Tante sono le barriere che sono saltate e tante salteranno.
Ci sono in giro fior di fotografi, non certo io, ma ragazzi, giovani, con una visione nuova della fotografia.
Una visione che è a 360 gradi e che abbraccia tutto quello che può considerarsi Multimedialità.
Ed allora i cari " Vecchi " si adeguassero.
Certo io non sono più disposto a stare a sentire chi non produce, e questo in assoluto in tutti i campi dell' Arte , da anni e pensa di continuare a vivere sugli allori.
francesco

enrico
E' una cosa vecchia questa. Non tutti sono aperti alle novità e rimangono legati alla tecnologia che hanno utilizzato per tutta la vita. Il grande Indro Montanelli non abbandonò mai la sua vecchia macchina da scrivere per il computer.
Vi riporto questo brano, tratto da un vecchio libro di fotografia di mio padre dove si vede che la stessa cosa successe quando dalle lastre al collodio si passò a quelle alla gelatina:

Da: Giovanni Muffone – “Come il sole dipinge” – Fotografia per i dilettanti – Hoepli Editore, nona ed. 1925:
“Voi o lettori, non vi farete mai l’idea d’un dilettante al collodio perché potreste pensare molti eroismi e molte fissazioni di mente che il volgo prenderebbe per ostinate cocciutaggini, ma i sacrifizi, i lavori, le privazioni, le grandi virtù di soma, di cammello che si raccolsero in cotesto essere, che ormai è sparito dal martirologio umano, sono appena concepibili e appena narrabili. Noi lo nominiamo solo perché non sfuggano alla storia le benemerenze di questa classe di persone, che volle e fortissimamente volle e dimostrò a qual punto possa giungere il dilettantismo. Trasporto di bauli, di valigie, di tende d’accampamento, recipienti per l’acqua, un’infinità di boccette, veleni, treppiedi, scatole. Sembrava una spedizione per paesi inesplorati e con ciò un coraggio a tutta prova di sfidare la curiosa pubblicità dei monelli, dei villici, dei tranquilli quadrupedi delle vie di campagna che s’impaurivano al terribile apparato. E la vittima usciva dalla lotta con le mani macchiate dal nitrato d’argento, dall’acido pirogallico, con gli occhi rossi e stanchi per il lavoro nelle tende a laboratorio e per risultato aveva spesso una negativa… ironicamente negativa perché il fiasco era completo! Quanta abnegazione sconosciuta, quanto coraggio sventurato!
Eppure questa vecchia guardia è degna di ogni reverenza e pure a noi, giovani bersaglieri dell’oggi, fa impressione l’eroismo suo, e ci rendiamo conto del perché questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi processi… poiché è singolare, ma è umano, che la evoluzione urti nell’orgoglio di chi ha già fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il più facile dopo aver superato il difficile. E così, nella turba dei nuovi fotografi troverete sempre un po’ a parte, con cipiglio dantesco o con bonomia manzoniana, colui che fu sacerdote del collodio e scosta e si tiene su dai novellini facilini e rimpiange i vecchi sistemi che provavano almeno l’ingegno, mentre oggi divengono marcelli nelle campagne e nelle città, tutti gli studenti che van fotografando”

Niente di nuovo sotto il sole dry.gif
Enrico

Max Lucotti
"ci rendiamo conto del perché questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi PROCESSORI… poiché è singolare, ma è umano, che la evoluzione urti nell’orgoglio di chi ha già fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il più facile dopo aver superato il difficile."



Adesso si scriverebbe così.... 84 anni dopo... cambia solo una parolina, in parte.
magullo
Nella discussione che è partita, relativamente all'articolo pubblicato su ilsole24ore, in un altro thread, l'argomento viene rimesso in evidenza.
Personalmente, ho poco da aggiungere, vuoi per l'inesperienza, vuoi per il rispetto per GBG.
Volevo solo evidenziare come, forse, il nodo stia proprio nella distinzione tra fotografia e immagine. Sono due cose differenti, ed entrambe meritevoli di entrare nel mondo dell'arte.
piernicolamele
QUOTE(giovanni scaburri @ Oct 19 2009, 05:33 PM) *
Mi spiace deludere qualcuno ma l'analogico Gardin è CONTRO IL DIGITALE perché è CONTRO IL DIGITALE . e basta!
Ma non è questa la questione perché nessuno obbliga nessuno e vuol togliere a Gardin quello che è di Gardin nel senso che le sue fotografie sono vendibili e nessuno lo mette in discussione.
Quello che non mi piace sono le considerazioni assolutamente senza senso oltremodo per chi conosce l'analogico per averci lavorato una carriera e frustranti per chi nasce nel digitale.
Parlo con cognizione di causa dal momento che incontro giovani desiderosi di provare lo scatto in analogico e fare esperienza di camera oscura come fosse un battesimo.
Per inciso non campo di fotografia e ho svenduto diversi milioni di analogico perché tanto per fotografare uso le scatole di cartone con il foro stenopeico e in questo vortice deviante mi trovo spesso a non riprendere l'immagine degli oggetti una volta aver risolte mentalmente le problematiche della ripresa. Non sono un pigro. Mi basta!
L'unica remora è quella che non mi sia rimasta nemmeno una macchina per potermi sparare un'overdose di clik nei momenti di depressione. Fortunatamente ci pensa il presidente del consiglio a tenermi allegro.
Se per un verso il rumore dell'otturatore che si apre e si chiude mi riempie lo stomaco dall'altra il movimento del pollice o il giro di manovella mi danno appunto la carica. Per questo ho sempre odiato il motore.
Non che non mi sia divertito, ma le macchine fotografiche mi hanno dato più brividi in questo senso piuttosto che nel risultato delle loro istantanee.
È inutile fare confronti, la digitale fa clak e non clik e poi spesso il pollice mi parte ancora a vuoto. Non vi dico la mortificazione. Però sarei un ottimo soggetto per le ricerche di Plavov.
Ma Gardin mi dice che prima di scattare devo pensare a quello che posso far succedere.
Mi accontenterei anche di un decimo per sentirmi un mostro se riuscissi a interferire nel linguaggio macchina in quella frazione di tempo.
Salvo che non si pensi all'intervento scenografico, credo che il processo non possa far succedere prevalentemente altro di quello che appunto il linguaggio macchina vuole che succeda.
Caso mai dopo, nel linguaggio della camera oscura, si aprono spazzi di libero arbitrio.
Non saprei quanti in questo forum riescono a condividere o almeno capire cosa intendo.
Enrico almeno tu aiutami!
E Gardin mi dice che prima di scattare devo pensare.
E me lo dice convinto che io gli debba dar retta per riconoscenza e per non sentirmi un cretino.
Francamente sarei disposto a dargli tutte le ragioni se riuscisse a supportarsi con motivazioni reali ma è l'opposto.
Vi girerò una mail che due miei amici si sono scambiati qualche tempo fa prima che il più giovane rimase folgorato dal digitale.
Mi rendo conto della privacy ma sono convinto che non ne avranno a male per questa violazione che confido a fin di bene.
Proporrei allo staf di promuovere con un avanzamento di carriera chi riesce a individuare il nome di quella persona che io nomino come il più giovane tra i due personaggi. L'altro è troppo scontato.
Il più giovane - è utile dire che si tratta di un fotografo in oltre operatore culturale nel settore delle arti visive - scrive al primo, di circa una cinquantina d'anni più anziano di lui, una mail in cui si presenta e chiede di poter avere dei contatti.
"- Scrivi pure leggerò volentieri, solo una cosa mi piace sapere: lavori in digitale?
Auguri A..o.
- No prof. G.....i..non mi sento ancora di cambiare sistema; mi interessa ancora la magia chimica che cattura la realtà in un modo tutto suo. Lo farà anche il digitale, ma sicuramente va cambiato l'approccio e la testa.......M......o S........i.
- Sia detto con molta simpatia: raramente ho sentito dire tante sciocchezze in così poco spazio. Esempio: siamo nel 1839 a Parigi, Daguerre ha sentito da me che un certo Talbot fa fotografie su carta negativo positivo eccetera. Dice: no prof G.....i, non mi sento ancora di cambiare sistema, mi interessa ancora la fotografia su lastrina di rame argentato che cattura la realtà in modo tutto suo.... eccetera. Caro M......o, tu fai fotografia non solo morta ma in stato di avanzata putrefazione e poi non fai nemmeno fotografie ma istantanee che sono caricature anche della fotografia analogica.
Il tuo è l'errore storico dei dilettanti: non accorgersi che la fotografia è un mezzo in evoluzione da 180 anni e che si svilupperà per altri mille anni. Insomma, non sei un fotografo nemmeno piccolo piccolo e non fai fotografie ma le consumi nei vecchi materiali defunti. Però siccome spero che tu sia in buona fede ti perdono.
Metafora: impari a guidare un bue per trasportarti al cimitero quando ci sono gli aviogetti e il bello è che credi di volare.
Mha: è la vita!!!
A..o il Cattivo ma Osceno."
Passò poco e dopo una visita in cui M......o S......i fece man bassa sul lavoro di A..o a Fano si inaugurò una delle più belle mostre che ahimè mi sono perso a causa della lontananza ma che godo sul mio monitor dopo la scansione del catalogo.



non dormo la notte! lascia perdere il più giovane.. ma il porf è Ando Gilardi? con le date non ci siamo mi sa ma DEVO saperlo! la metafora del bue è mitica!

su GBG dico solo che loro avevano la fortuna di essere i primi, e a volte questo li ha proiettati a levelli di fama che magari erano superiori a quelli che meriterebbero tecnicamente o artisticamente mi spiego? Sono stati i primi e non è poco, ma neanche tutto. A me lui non piace proprio e quindi non mi importa se del digitale dice bene o male... ho detto tutto!
giovanni scaburri
QUOTE(piernicolamele @ Jan 14 2010, 02:11 PM) *
non dormo la notte! lascia perdere il più giovane.. ma il porf è Ando Gilardi? con le date non ci siamo mi sa ma DEVO saperlo! la metafora del bue è mitica!

su GBG dico solo che loro avevano la fortuna di essere i primi, e a volte questo li ha proiettati a levelli di fama che magari erano superiori a quelli che meriterebbero tecnicamente o artisticamente mi spiego? Sono stati i primi e non è poco, ma neanche tutto. A me lui non piace proprio e quindi non mi importa se del digitale dice bene o male... ho detto tutto!


Beh! Quello era facile!!!!!!
Quasi bravo!
Il dagherrotipo esisteva dal 1837 anche se venne presentato nel 1839.
Appunto era già superato!
bertiandre
QUOTE(nuvolarossa @ Oct 19 2009, 09:15 AM) *
Io credo solamente che Berengo Gardin, che è e rimane un maestro della fotografia italiana, estremizzi un ragionamento che ha un fondo di verità in modo da indurre la gente a parlarne ed il fatto che siamo qui a discuterne ne è la prova tangibile.

E' vero ed innegabile che con il digitale si pensa di meno quando si scatta. Ai tempi della pellicola, quando ogni scatto aveva un "costo", sia in termini monetari che di autonomia, si era costretti a ragionare di più prima di premere il pulsante. Oggi prima si scatta, poi si guarda nel monitor e successivamente si pensa...
Ed è vero anche che ci sono persone che fotografano in maniera "massiva", cercando di ricavare la qualità dalla quantità e la recente moda che sta venendo fuori nei matrimoni, dove gli sposi chiedono agli invitati di scattare un mucchio di foto e poi si fanno dare i files, in modo da ricavare dalla massa degli scatti effettuati una cinquantina di foto da mettere nell'album non fa che confermare questa tendenza. Ai miei tempi vigeva la formuletta del "3 su 36", oggi pare essere diventata "3 su 3600" rolleyes.gif ...

Quindi io penso (e spero) che Gardin non sia contro il digitale a prescindere, ma contro quel tipo di fotografia non pensata e fatta per tentativi che il digitale induce...


intervento intelligente , sono d'accordi
bertiandre
QUOTE(marcelus @ Oct 19 2009, 11:52 AM) *
credo che nessuno abbia pensato minimamente di mancare di rispetto a BG ma spesso, sentendo parlare alcuni fotografi, mi nasce spontaneo un pensiero.

chi fotografa lo fa essenzialmente x 3 motivi:
-perchè crea arte
-perchè realizza una sua passione
-per fermare dei ricordi

è indubbio che il digitale abbia allargato il bacino degli utilizzatori, questo "allargamento" ha inevitabilmente portato ad avere enormi quantità di immagini e di fotografi sotto gli occhi, ma ciò non comporta necessariamente l'aumento degli "artisti".
-chi ha sempre "pensato" una foto continuerà a farlo indipendentemente dall'avere un monitor o meno dietro la fotocamera, fore, data la maggiore disponibilità di scatti, sarà portato a sperimentare di più.
-chi ha sempre usato la fotocmera come blocco appunti o la compra a tale scopo, continuerà a portare a casa migliaia di scatti del viaggio di nozze, curandosi poco del loro "lato artistico", anche se probabilmente tra le foto ci sarà anche qualche "pezzo forte"...ma naturalmente non fa testo.

ora, accanirsi contro il dogitale è secondo me solo sinonimo di chiusura mentale, caratteristica lontana dagli artisti.la soluzione migliore sarebbe quella di insegnare a pensare la fotografia invece di lanciare inutili anatemi...sicuramente dietro qualche compatta si nasconde un nuovo BG

la chiusura mentale consiste certamente nel denigrare il digitale, ma soprattutto nel non capire che sono tecniche espressive diverse , GBG NON denigra il digitale , pone solo dei doverosi DISTINGUO , che tali DISTINGUO disturbano la mistificazione in atto ad opera della cultura funzionale ai bilanci delle multinazionali dell'informatica è altra cosa .
La Massa poi è certamente la cloaca più manipolabile
bertiandre
QUOTE(piernicolamele @ Jan 14 2010, 03:11 PM) *
non dormo la notte! lascia perdere il più giovane.. ma il porf è Ando Gilardi? con le date non ci siamo mi sa ma DEVO saperlo! la metafora del bue è mitica!

su GBG dico solo che loro avevano la fortuna di essere i primi, e a volte questo li ha proiettati a levelli di fama che magari erano superiori a quelli che meriterebbero tecnicamente o artisticamente mi spiego? Sono stati i primi e non è poco, ma neanche tutto. A me lui non piace proprio e quindi non mi importa se del digitale dice bene o male... ho detto tutto!


parlando di mezzi di trasporto e porre in relazione un bue con un aereoplano ha senso solo se il metro di misura è la praticità , nelle attività espressive non si guarda alla " praticità del mezzo " conta solo l'adeguatezza del mezzo alle proprie esigenze di artista .
Nella fotografia commerciale il mezzo conta solo se produce maggiori utili . L'esempio del bue è un esempio Non intelligente .
bertiandre
Personalmente, ho poco da aggiungere, vuoi per l'inesperienza, vuoi per il rispetto per GBG.
Volevo solo evidenziare come, forse, il nodo stia proprio nella distinzione tra fotografia e immagine. Sono due cose differenti, ed entrambe meritevoli di entrare nel mondo dell'arte.

lei sarà pure inesperto , come si autodefinisce , di sicuro è una persona che ragiona con intelligenza le sue deduzioni sono giuste
enrico
Pro e contro il digitale, anche da parte di grandi della fotografia. Niente di nuovo sotto il sole.
Vi riporto un brano di un vecchio libro di mio padre che conservo con cura (brano già pubblicato in analogo tread) dove si vede che anche quando la gelatina sostituì le lastre al collodio, ci fu chi denigrava la nuova tecnologia smile.gif

Da: Giovanni Muffone: "Come il sole dipinge" - – Fotografia per i dilettanti - Hoepli Editore, nona ed. 1925:

"Voi o lettori, non vi farete mai l’idea d’un dilettante al collodio perché potreste pensare molti eroismi e molte fissazioni di mente che il volgo prenderebbe per ostinate cocciutaggini, ma i sacrifizi, i lavori, le privazioni, le grandi virtù di soma, di cammello che si raccolsero in cotesto essere, che ormai è sparito dal martirologio umano, sono appena concepibili e appena narrabili. Noi lo nominiamo solo perché non sfuggano alla storia le benemerenze di questa classe di persone, che volle e fortissimamente volle e dimostrò a qual punto possa giungere il dilettantismo. Trasporto di bauli, di valigie, di tende d’accampamento, recipienti per l’acqua, un’infinità di boccette, veleni, treppiedi, scatole. Sembrava una spedizione per paesi inesplorati e con ciò un coraggio a tutta prova di sfidare la curiosa pubblicità dei monelli, dei villici, dei tranquilli quadrupedi delle vie di campagna che s’impaurivano al terribile apparato. E la vittima usciva dalla lotta con le mani macchiate dal nitrato d’argento, dall’acido pirogallico, con gli occhi rossi e stanchi per il lavoro nelle tende a laboratorio e per risultato aveva spesso una negativa… ironicamente negativa perché il fiasco era completo! Quanta abnegazione sconosciuta, quanto coraggio sventurato!
Eppure questa vecchia guardia è degna di ogni reverenza e pure a noi, giovani bersaglieri dell’oggi, fa impressione l’eroismo suo, e ci rendiamo conto del perché questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi processi… poiché è singolare, ma è umano, che la evoluzione urti nell’orgoglio di chi ha già fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il più facile dopo aver superato il difficile. E così, nella turba dei nuovi fotografi troverete sempre un po’ a parte, con cipiglio dantesco o con bonomia manzoniana, colui che fu sacerdote del collodio e scosta e si tiene su dai novellini facilini e rimpiange i vecchi sistemi che provavano almeno l’ingegno, mentre oggi divengono marcelli nelle campagne e nelle città, tutti gli studenti che van fotografando"€
bertiandre
QUOTE(enrico @ Aug 23 2010, 03:48 PM) *
Pro e contro il digitale, anche da parte di grandi della fotografia. Niente di nuovo sotto il sole.
Vi riporto un brano di un vecchio libro di mio padre che conservo con cura (brano già pubblicato in analogo tread) dove si vede che anche quando la gelatina sostituì le lastre al collodio, ci fu chi denigrava la nuova tecnologia smile.gif

Da: Giovanni Muffone: "Come il sole dipinge" - – Fotografia per i dilettanti - Hoepli Editore, nona ed. 1925:

"Voi o lettori, non vi farete mai l’idea d’un dilettante al collodio perché potreste pensare molti eroismi e molte fissazioni di mente che il volgo prenderebbe per ostinate cocciutaggini, ma i sacrifizi, i lavori, le privazioni, le grandi virtù di soma, di cammello che si raccolsero in cotesto essere, che ormai è sparito dal martirologio umano, sono appena concepibili e appena narrabili. Noi lo nominiamo solo perché non sfuggano alla storia le benemerenze di questa classe di persone, che volle e fortissimamente volle e dimostrò a qual punto possa giungere il dilettantismo. Trasporto di bauli, di valigie, di tende d’accampamento, recipienti per l’acqua, un’infinità di boccette, veleni, treppiedi, scatole. Sembrava una spedizione per paesi inesplorati e con ciò un coraggio a tutta prova di sfidare la curiosa pubblicità dei monelli, dei villici, dei tranquilli quadrupedi delle vie di campagna che s’impaurivano al terribile apparato. E la vittima usciva dalla lotta con le mani macchiate dal nitrato d’argento, dall’acido pirogallico, con gli occhi rossi e stanchi per il lavoro nelle tende a laboratorio e per risultato aveva spesso una negativa… ironicamente negativa perché il fiasco era completo! Quanta abnegazione sconosciuta, quanto coraggio sventurato!
Eppure questa vecchia guardia è degna di ogni reverenza e pure a noi, giovani bersaglieri dell’oggi, fa impressione l’eroismo suo, e ci rendiamo conto del perché questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi processi… poiché è singolare, ma è umano, che la evoluzione urti nell’orgoglio di chi ha già fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il più facile dopo aver superato il difficile. E così, nella turba dei nuovi fotografi troverete sempre un po’ a parte, con cipiglio dantesco o con bonomia manzoniana, colui che fu sacerdote del collodio e scosta e si tiene su dai novellini facilini e rimpiange i vecchi sistemi che provavano almeno l’ingegno, mentre oggi divengono marcelli nelle campagne e nelle città, tutti gli studenti che van fotografando"€


Non si tratta di denigare il digitale o le nuove tecniche che verranno in futuro , si tratta solo di capirne le diverse modalità espressive , poi ognuno sceglie quello che vuole .
La distinzione quindi non è tra chi è a favore del digitale o tra chi ama la pellicola , ma tra chi ragionevolmente è in grado di comprenderne le differenze e gli stolti feticisti del mezzo che appartengono ad entrambi gli schieramenti
enrico
E certo. Come ha già detto qualcuno, si confonde il mezzo con il fine. Il fine è l'immagine. Collodio, gelatina o digitale poco importa. E' come per la letteratura: posso scrivere un buon romanzo col computer, con una vecchia macchina da scrivere o con una matita. Ciascuno sceglie il mezzo che gli è più congeniale.
Enrico
rik.dp
Posto in questo topic facendo riferimento anche all'altro avente ad oggetto l'intervista rilasciata da Berengo Gardin.
Premetto che non è mia intenzione andare in soccorso dell'utente Bertiandre, ma trovo che, al di la dei toni più o meno condivisibili, le sue argomentazioni siano non solo pertineti ma anche oggettivamente veritiere inconfutabili.
Nell'occasione cercherò "anche" di rispondere ai vari utenti che precedentemente(nell'altra discussione) mi hanno quotato scusandomi di non averlo potuto fare prima,
spiegando tra l'altro la mia affermazione secondo cui l'ottica sarebbe sparring partner della fotocamera, per la quale sono stato giudicato ignorante in materia digitale.
Il pacchetto ottica macchina pellicola si comporta nella riproduzione delle immagini secondo criteri e forme completamente diversi dal digitale:
cio che la pellicola cattura non è la luce che l'oggetto emette per riflessione ma ciò che l'occhio umano ne percepisce.Il sensore invece cattura la luce in maniera asettica, in modo digitale appunto,ma ciò che noi vediamo della luce, e non in digitale ma in analogico.
Questo comporta delle conseguenze,nel passaggio da luce a chiarezza, le luci sono compresse e le ombre sono espanse.Altra differenza: ogni stop riduce la luminanza di metà, ogni stop riduce la chiarezza o tonalità di una quantità attorno, in modo approssimato, al 20%. Nel primo caso la diminuzione è geometrica nel secondo è aritmetica.
Gia da qui si iniziano ad apprezzare profonde differenze.
L'ottica nel chimico è in grado di condizionare non solo tutti i paramteri dell'immagine finale(morbidezza, incisione,plasticita,saturazione ecc ecc)ma anche la risoluzione della foto stessa:in pratica la capicità di ottenere il massimo potenziale risolutivo della pellicola dipende in toto dall'otticha che si usa.Va da se che i megapixel della fotocamera non dipendono assolutamente dalla lente che essa monta:vi siete mai chiesti perchè negli ultimi anni è esponezialmente cresciuto l'utilizzo dello zoom? Per la versatitiltà? Non credo visto il peso e l'ingombro.Per la loro qualità superiore ai fissi?suvvia non facciamo i ragazzini su questo non voglio neppure commentare!!!Sarà mica per il fatto che l'ottica è ora meno determinate di quanto lo fosse prima nel risultato finale?Vista la mia scientifica spiegazione precedente credo prorpio che il motivo sia quest'ultimo:quindi l'epiteto di sparring partner non era poi così sbagliato
Ma proseguiamo.
Il sensore ha in se per se una latitudine di posa molto ampia(maggiore che nella pellicola anche se inferiore al nostro occhio)ma al contempo può catturare soltanto una "scala di grigi"(semplicizzo il discosrso che sarebbe molto più complesso e mi scuso per i tagli che faranno storcere il naso ai puristi della tecnica scientifica).
Il colore viene ottenuto dopo che 4 filtri anteposti al sensore fanno arrivare su ogni pixel soltanto uno dei colori fondamentali(RGB).
Tutto questo per dire che empiricamente il sensore avrebbe una grande latitudine di posa ma considerando la cosa dal punto di vista elettronico si osserva che il principale collo di bottiglia è dato proprio dalla quantità di “luce utile” che colpisce il sensore perchè buona parte viene persa in seguito al sistema di filtraggio uv e al filtraggio dei colori rgb. Il risultato finale è quindi quello di ottenere una capacità riproduttiva della scena molto limitata: enormemente inferiore non solo a quella umana ma anche a quella delle emulsioni chimiche (ovviamente in minor misura).E' questa un'altra grande differenza tra i due sistemi, le ripercussioni sul risultato finale sono senzazione di staticità e asetticità,mancanza di plasticità e movimento.
Proseguiamo oltre nell'analisi.Il motivo che falsamente ci porta a ritenere che il digitale sia più definito del negativo è che
il sensore digitale aumenta la nitidezza con degli artefatti nei medi toni ingannando il
nostro occhio e facendoci credere che la foto sia molto definita.
La definizione di partenza è allo stesso punto, il che
significa che nelle basse luci il sensore e il negativo sono definite in modo uguale.
Qualora guardassimo la rappresentazione grafica del digitale vedremmo una curva verso
l'alto destinata a crollare poco dopo a causa degli effetti di aliasing.
Diversamente in un grafico che rappresenti la definizione della pellicola la curva è
graduale verso il basso.
Più in dettaglio ,la curva MTF di una pellicola, semplicemente descrive la risposta rispetto alla frequenza, esattamente come un apparato audio analogico, esse mostrano il 100% di contrasto alle basse frequenze, e la curva si abbassa man mano che il dettaglio diventa sempre piu fine.
Diversmanete dagli obiettivi e dalla pellicola, l’immagine elettronica fa cose strane con il filtraggio e l’elaborazione elettronica , il che porta a dei mutamenti bruschi nella curva MTF, che non è naturale. Questo a sua volta porta a dettagli che appaiono innaturali nell’immagine finale. Una ragione per cui le immagini digitali ferme e video sembrano “digitali” o “video” è perche le loro MTF sono un pasticcio. Un immagine puo apprire nitida a causa di frequenxw che vengono pompate o di nitidezza aggiunta via software, ma al contempo non naturale, perche le immagini digitali ferme o video vanno immediatamente ad un valore MTF =0 alla loro risoluzione nativa. La risoluzione nativa è pari alla metà della dimensione di un pixel. La nitidezza aggiunta necessaria a riprodurre i finissimi dettagli persi porta a ispessimenti o aloni.
Una curva MTF per pellicola è una curva continua. I dettagli piu fini si ammorbidicono, e questo è quanto. Alcune pellicole eccezionali come la Velvia enfatizzano alcuni dettagli, ma non troppo, e la curva MTF non ha dossi repentini.
Al contrario il digitale presenta come detto un picco sui mezzi toni, e una specie di gobba alla fine della curva che sono gli artefatti o alias. Questo è l’effetto moire e le strane frange cromatiche che a volte si vedono su alcune macchine digitali quando ci sono dettagli molto fini geometrici ripetuti.Le fotocamere digitali di qualità usano degli appropriati filtri anti-alias davanti ai loro sensori per eliminare le frequenze più alte della risoluzione nativa del sistema.Un sistema con un filtro anti-alias debole come la Leica M8, può rendere visibili questi artefatti sui tessuti o sulle tende. Un vantaggio di questi sistemi con filtri anti-alias deboli è che danno immagini genuinamente più nitide, almeno sino a quando non vi siano dettagli cosi fini da causare questi artefatti o alias.Il digitale e il video aggiungono una grossa punta ali livelli medi di dettaglio. Nel digitale chiamiamo questo maschera di contrasto, per cui le fotocamere in genere hanno un regolazione, e nel video lo chiamavamo peaking e adesso correzione di apertura. Questo massimo di maschera di contrasto fa si che l’immagine appaia nitida e cerca di ingannare i nostri occhi sulla completa assenza di dettaglio alle frequenze più alte, più alte della risoluzione nativa del sistema.
La pellicola, ha risoluzione anche alle frequenze piu alte.
Il digitale aggiunge contrasto alle frequenze intermedie cercando di ingannare i nostri occhi per la mancanza di dettaglio alle frequenze più alte. Questa è la ragione per cui le immagini digitali possono apparire nitide come con la pellicola, ma stranamente “dure”.
A tutto questo si aggiunga che la luce raggiungendo il sensore provoca un segnale elettrico il quale a sua volta deve essere trattato da un processore che lo renda adatto a formare un file.In tali sistemi di coversione, che trasformano il segnale elettrico in numeri(per farla semplice)si genera per natura un errore dovuto alle componenti elettroniche del processore che per quanto precise o sofisticate esse possano essere hanno intrinseche una errore di tolleranza che in natura non è eliminabile.
Ultima considerazione: una delle forme di linguaggio fotografico(a cui credo si riferisse bertiandre) è rappresentato dalla grana della pellicola.
Vi è una vastissima tipologia di supporti tra cui scegliere,a grana tabulare molto fine o a grana più pronunciata come la Ilford HP5,per esempio.
La scelta dell'una o dell'altra,può conferire ad esempio sensazioni di drammaticità,o quiete,occlusione o spazio.
Il digitale non possiede questa prerogativa.
Il digitale non ha grana esso ha il fastidiosissimo rumore,quindi le immagini digitali sono per loro natura destinate ad essere sempre uguali tra di loro,insomma ripetitive.(L'aggiunta di grana fatta con photoshop o altri sistemi non è neppure da prendere in considerazione:la grana è un qualche cosa di naturale,non riproducibile matematicamente con algoritmi.La grana quando naturale ha sempre una forma diversa ed è irripetibile.)

Dopo tutta questa carrellata di diversità e per tanti aspetti antipodicità dei due sistemi credo non si possa che dare ragione a bertiandre su tutta la linea quando afferma che la fotografia è analogica, ed il digiatle è un'altra cosa:un mezzo per creare immagini parimenti dignitoso,magari migliore, ma assolutamete diverso.La fotografia è un qualche cosa che esiste da oltre un secolo ed è “obiettivo macchina pellicola”.
Il digitale è una forma nuova, nata ora, assolutamente utile e per molti aspetti vantaggiosa.E' come dire che l'unione tra due persone dello stesso sesso è comunque un matrimonio:il matrimonio è tra uomo e donna, l'altra è una unione assolutamete rispettabile magrari suffragata da maggiore rispetto e amore reciproci ma diversa.
L'una è in grado di generare vita l'altra no.
enrico
Opinione rispettabile quanto le altre. Io sono di diverso avviso e ritengo la fotografia digitale "fotografia" quanto l'analogica. Se fotografia significa scrittura con la luce, è sempre la luce a modificare lo stato dei cristalli di alogenuro o dei photosite. Che ci siano delle diversità tecniche fra i due sistemi è lapalissiano, ma il risultato è quello di fissare una immagine ottica prodotta da un obiettivo. Quello che cambia è la superficie su cui questa immagine ottica cade e che, chimicamente o elettronicamente, registra. Qualche differenza percepibile sull'immagine finale? Certamente, come differenze ci sono nelle immagini analogiche prodotte sulle vecchie carte aristotipiche, su quelle al cloruro, all'albumina e fra i diversi tipi di supporti moderni, senza escludere le stampe al platino ed i vari viraggi (sempre di analogico si tratta).
I progettisti-costruttori si son dati da fare per rendere l'immagine "vista" dalla pellicola e dal sensore, quanto più simile possibile a quella "vista" dall'occhio (tralasciando tutte le considerazioni ed i distinguo che si potrebbero fare), aggiungendo all'emulsione dei sensibilizzanti cromatici per renderla sensibile alle altre radiazioni del visibile, oltre al blu-violetto-ultravioletto cui gli alogenuri sono naturalmente sensibili. Tagliando l'alta sensibilità all'infrarosso dei sensori digitali (scarsamente sensibili invece all'ultravioletto) con un filtro apposito.
Tutto ciò che è prima del sensore, è comune ai due sistemi, come il diaframma e la pdf, il tempo di posa ed il movimento, l'inquadratura, l'illuminazione della scena, il suo contenuto informativo ed emozionale ecc.
E' il mio pensiero e ne sono convinto quanto ciascuno è convinto del proprio.
E' il bello della democrazia.
Buona giornata
Enrico
bertiandre
[quote name='enrico' date='Aug 24 2010, 12:39 PM' post='2110817']
Opinione rispettabile quanto le altre. Io sono di diverso avviso e ritengo la fotografia digitale "fotografia" quanto l'analogica. Se fotografia significa scrittura con la luce, è sempre la luce a modificare lo stato dei cristalli di alogenuro o dei photosite. Che ci siano delle diversità tecniche fra i due sistemi è lapalissiano, ma il risultato è quello di fissare una immagine ottica prodotta da un obiettivo. Quello che cambia è la superficie su cui questa immagine ottica cade e che, chimicamente o elettronicamente, registra. Qualche differenza percepibile sull'immagine finale? Certamente, come differenze ci sono nelle immagini analogiche prodotte sulle vecchie carte aristotipiche, su quelle al cloruro, all'albumina e fra i diversi tipi di supporti moderni, senza escludere le stampe al platino ed i vari viraggi (sempre di analogico si tratta).
I progettisti-costruttori si son dati da fare per rendere l'immagine "vista" dalla pellicola e dal sensore, quanto più simile possibile a quella "vista" dall'occhio (tralasciando tutte le considerazioni ed i distinguo che si potrebbero fare), aggiungendo all'emulsione dei sensibilizzanti cromatici per renderla sensibile alle altre radiazioni del visibile, oltre al blu-violetto-ultravioletto cui gli alogenuri sono naturalmente sensibili. Tagliando l'alta sensibilità all'infrarosso dei sensori digitali (scarsamente sensibili invece all'ultravioletto) con un filtro apposito.
Tutto ciò che è prima del sensore, è comune ai due sistemi, come il diaframma e la pdf, il tempo di posa ed il movimento, l'inquadratura, l'illuminazione della scena, il suo contenuto informativo ed emozionale ecc.
E' il mio pensiero e ne sono convinto quanto ciascuno è convinto del proprio.
E' il bello della democrazia.
Buona giornata
Enrico

il post di rik.dp devo dire è straordinariamente chiaro e puntuale nell'evidenziare le differenze tecniche tra il digitale e la fotografia ; il principio democratico al quale lei fa riferimento è accettabile solo se riferito alle scelte che ogni individuo fà nell'adottare una tecnica o l'altra , la conversazione ha però senso solo se prosegue sulla linea dell'oggettività .
E' pertanto oggettivo capire come ,partendo da tecniche cosi lontane , anche i risultati ottenuti siano altrettanto lontani , (io mi riferisco principalmente al bianco e nero, la fotografi a colori oramai è stata cancellata per motivi economici perchè i negativi inviati ai laboratori vengono comunque scannerizzati e stampati da file).
Quindi invito i partecipanti a ragionare su tali differenze , piuttosto che cristallizzare la conversazione su sterili prese di posizione che tendono a far apparire la computer grafica come il proseguo della fotografia che al contrario nulla ha da spartire con questa .
Precisare e distingue ritengo infine che possa andare a tutto vantaggio dei fotografi digitali , i quali , amio avviso , necessitano di maggior consapevolezza circa gli strumenti che usano , essi infatti devono affrancarsi dalla fotografia , seguire la loro strada e strutturare i loro linguaggi per essere meglio capiti e liberarsi definitivamente dal complesso di inferiorità verso la pellicola ne ne inibisce le potenzialità creative.
bertiandre
QUOTE(francescotruono@tiscali.it @ Nov 1 2009, 10:05 PM) *
Concordo pienamente.
Il Digitale è stato, per me, l' abbattimento di tutti i filtri.
Non ho più bisogno di passare attraverso Agenzie, Manager, Corte dei Miracoli.
Se penso di avere qualcosa da dire lo dico direttamente all' interessato attraverso una e-mail.
E' finita.
Noi altro non dobbiamo fare che cercare di fare bene il nostro " lavoro " al meglio delle nostre capacità ,dei nostri mezzi, della nostra professionalità.
Non ci sono più Guru, Santoni del Tempio,regole, canoni.
Faccio una foto ?
La vedo sul monitor della macchina.
E' come volevo ?
E' giusta l' esposizione ?
Bene, vado oltre, alla prossima.
Non ho bisogno più di saperne di carta, camera oscura, o di altro.
Posso finalmente fare quello che amo di più...fotografare.
Tante sono le barriere che sono saltate e tante salteranno.
Ci sono in giro fior di fotografi, non certo io, ma ragazzi, giovani, con una visione nuova della fotografia.
Una visione che è a 360 gradi e che abbraccia tutto quello che può considerarsi Multimedialità.
Ed allora i cari " Vecchi " si adeguassero.
Certo io non sono più disposto a stare a sentire chi non produce, e questo in assoluto in tutti i campi dell' Arte , da anni e pensa di continuare a vivere sugli allori.
francesco


Anche io mi sono liberato definitivamente della non praticità della pellicola , e poi la palla degli sviluppi dei termometri e cronografi e tutte quelle ore trascorse in camera oscura .... adesso faccio i graffiti sui muri della metro , è una galleria incredibile , tutti vedono le mie opere , e non passo più dalle agenzie e corti dei miracoli , ma mi arrabbio perchè non mi chiamano più fotografo
bertiandre
QUOTE(Max Lucotti @ Nov 2 2009, 05:43 PM) *
"ci rendiamo conto del perché questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi PROCESSORI… poiché è singolare, ma è umano, che la evoluzione urti nell’orgoglio di chi ha già fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il più facile dopo aver superato il difficile."
Adesso si scriverebbe così.... 84 anni dopo... cambia solo una parolina, in parte.


Il suo ragionamento è un pò contorto .....
Comunque Mi pare di capire che secondo lei Mario Giacomelli avrebbe dovuto PIEGARSI al digitale solo perchè la Nikon ha tolto dal catalogo le macchine a pellicola? Pensa un pò ! lui che non si era piegato neppure agli zoom e all'autofocus ?

Lei confonde un mezzo espressivo con il mercato degli elettrodomestici .....
Scusi ma mi pare che faccia delle deduzioni poco brillanti
buzz
Mio nonno ha smesso di andare in carrozzina solo dopo che gli è morto il cavallo.
Usare l'automobile non è la stessa cosa, ma ti trasporta o stesso.

Se poi si vuole, allo stesso modo, esaltare la poesia del cavallo facciamolo pure, ma non si dica cosa è meglio o peggio.
Sono due mezzi per raggiungere lo stesso fine.
Uno dei due è molto più veloce.
bertiandre
QUOTE(toad @ Oct 19 2009, 06:43 PM) *
Senza disconoscere alcuno dei suoi meriti nel campo della fotografia italiana, GBG non è uno dei miei autori preferiti. Nel campo della fotografia di cronaca e costume (sociale, insomma), gli preferisco di gran lunga uno Scianna o un Mulas, tanto per dire i primi che mi vengono in mente. Ma questa è un’altra storia.
Come giustamente osserva Claudio è strano, e aggiungo anche un po’ triste, che confonda la cosa con il come. Non ho mai amato e continuo a non amare gli assolutisti, coloro che - soli nella massa informe e ignorante - hanno in tasca la Verità assoluta e icontrovertibile. In qualche altra parte del pianeta li chiamano talebani. Esempi ne abbiamo a bizzeffe, basta guardarci intorno. Purtroppo con queste affermazioni e queste crociate, il nostro mi si avvicina sempre di più a costoro. Curioso, per una persona che ha fatto appunto dell’impegno documentaristico la ragione della sua opera. Curioso, perché nel momento in cui le cose sono cambiate radicalmente nel modo, toccando anche il suo di modo, non ha saputo stare al passo coi tempi, non riuscendo ad accettare quel cambiamento che invece ha sempre immortalato (negli altri…) nell’arco della sua vita. Non ci sarebbe nulla di strano in questo, se di ciò non se ne volesse fare una religione. Cioè a dire, io fotografo così, perché ci sono abituato e il nuovo modo non mi soddisfa. Punto. Senza voler apporre bollini doc alle fotografie.
C’è un altro signore che fotograficchia niente male, anche lui nel campo del réportage anche se di taglio un po’diverso. Si chiama Steve McCurry. Leggete in questa intervista cosa dice riguardo a questa ed altre cose, con una semplicità disarmante, propria dei Grandi che, se lo sono veramente, sono quasi sempre semplici, disponibili e non salgono mai in cattedra, semplicemente perché non ne hanno bisogno. Le cose le dimostrano coi fatti. Già, perché ci sono ancora dei Grandi. Poi ci sono i Famosi, molte volte creati da noi. Ma generalmente sono di un’altra pasta.
Verissimo, Marcello. E’un po’ come diceva Napoleone, che dentro lo zaino di ogni soldato c’è il bastone da generale.
Non è che, magari, questa cosa a qualcuno fa un po’ paura? Quando la conoscenza si diffonde, diventa sempre più difficile essere “guru”, perché bisogna veramente avere gli zebedei più tosti degli altri.


L'intervista di Mc Curry non mi pare che porti un contributo alla conversazione ......
Lui è un grande fotografo commerciale che conosce benissimo il suo lavoro e quando impugna una digitale sà benissimo quello che fà .
I suoi lavori rispondono perfettamente alle scelte estetiche adottate dalla rivista per la quale principalmente lavora , tale estetica è quella globalizzata nel mondo dell'immagine consumer: coloroni saturi irreali , comunicazione diretta e facilmente comprensibile dal grande pubblico , in questo ambito la tecnologia digitale è perfetta .
Gianni Berengo Gardin ha fatto e fà cose completamente diverse sia dal punto di vista dell'estetica che dei contenuti , confondere i due autori significa non capire una mazza di fotografia .
Nella sua intervista Mc Curry non affronta l'argomento sulle differenze tra le due tecniche e i due linguaggi , lui semplicemente ci dice che si è adeguato al mercato per il quale lavora , se non lo avesse fatto , con molta probabilità avrebbe dovuto smontare le tende e cercarsi un'altro settore del mercato
bertiandre
QUOTE(buzz @ Aug 24 2010, 06:21 PM) *
Mio nonno ha smesso di andare in carrozzina solo dopo che gli è morto il cavallo.
Usare l'automobile non è la stessa cosa, ma ti trasporta o stesso.

Se poi si vuole, allo stesso modo, esaltare la poesia del cavallo facciamolo pure, ma non si dica cosa è meglio o peggio.
Sono due mezzi per raggiungere lo stesso fine.
Uno dei due è molto più veloce.


lei non ha capito un fico secco!
rolleyes.gif i fini sono diversi , il forno a micro onde non ha sostituito il forno a legna
rik.dp
QUOTE(buzz @ Aug 24 2010, 06:21 PM) *
Mio nonno ha smesso di andare in carrozzina solo dopo che gli è morto il cavallo.
Usare l'automobile non è la stessa cosa, ma ti trasporta o stesso.

Se poi si vuole, allo stesso modo, esaltare la poesia del cavallo facciamolo pure, ma non si dica cosa è meglio o peggio.
Sono due mezzi per raggiungere lo stesso fine.
Uno dei due è molto più veloce.

Mio nonno con il cavallo poteva andare dove io oggi vado con l'auto, oggi io non posso andare dove mio nono andava col cavallo.....ma io sono più veloce.......
ma per favore.......
rik.dp
QUOTE(toad @ Oct 19 2009, 06:43 PM) *
Senza disconoscere alcuno dei suoi meriti nel campo della fotografia italiana, GBG non è uno dei miei autori preferiti. Nel campo della fotografia di cronaca e costume (sociale, insomma), gli preferisco di gran lunga uno Scianna o un Mulas, tanto per dire i primi che mi vengono in mente. Ma questa è un’altra storia.
Come giustamente osserva Claudio è strano, e aggiungo anche un po’ triste, che confonda la cosa con il come. Non ho mai amato e continuo a non amare gli assolutisti, coloro che - soli nella massa informe e ignorante - hanno in tasca la Verità assoluta e icontrovertibile. In qualche altra parte del pianeta li chiamano talebani. Esempi ne abbiamo a bizzeffe, basta guardarci intorno. Purtroppo con queste affermazioni e queste crociate, il nostro mi si avvicina sempre di più a costoro. Curioso, per una persona che ha fatto appunto dell’impegno documentaristico la ragione della sua opera. Curioso, perché nel momento in cui le cose sono cambiate radicalmente nel modo, toccando anche il suo di modo, non ha saputo stare al passo coi tempi, non riuscendo ad accettare quel cambiamento che invece ha sempre immortalato (negli altri…) nell’arco della sua vita. Non ci sarebbe nulla di strano in questo, se di ciò non se ne volesse fare una religione. Cioè a dire, io fotografo così, perché ci sono abituato e il nuovo modo non mi soddisfa. Punto. Senza voler apporre bollini doc alle fotografie.
C’è un altro signore che fotograficchia niente male, anche lui nel campo del réportage anche se di taglio un po’diverso. Si chiama Steve McCurry. Leggete in questa intervista cosa dice riguardo a questa ed altre cose, con una semplicità disarmante, propria dei Grandi che, se lo sono veramente, sono quasi sempre semplici, disponibili e non salgono mai in cattedra, semplicemente perché non ne hanno bisogno. Le cose le dimostrano coi fatti. Già, perché ci sono ancora dei Grandi. Poi ci sono i Famosi, molte volte creati da noi. Ma generalmente sono di un’altra pasta.
Verissimo, Marcello. E’un po’ come diceva Napoleone, che dentro lo zaino di ogni soldato c’è il bastone da generale.
Non è che, magari, questa cosa a qualcuno fa un po’ paura? Quando la conoscenza si diffonde, diventa sempre più difficile essere “guru”, perché bisogna veramente avere gli zebedei più tosti degli altri.

Potrebbero essere chiamati talebani anche coloro i quali considerano la novità, in quanto tale ,superiore a prescindere.
Napoleone aveva prorpio ragione,:i moderni mezzi di informazione che oscurano le menti e indirizzano pensieri e comportamneti, altro non sono che la sua moderna reincarnazione.Oggi le multinazionali con la loro macchina pubblicitaria sarebbero capaci di venderci lo sterco al posto della nutella facendoci pure essere orgogliosi di tale scelta, negare di essere sudditi significa non prendere coscienza del pèrorpio stato e quindi precludersi ogni possibilità di potersi almeno difendere.
Inoltre lei rifiuta l'assolutismo ma il suio ragionamento è prorpio l'esempio massimo di ciò che rifiuta,un po' contorto non trova??
Secondo quali basi Lei giudica un talebano inferiore a Lei?Perchè la cultura talebana è inferiore alla occidentale?Chi lo stabilisce scusi?Lei crede che il nostro modello sia supèeriore a prescindere?Forse perchè moderno o evoluto???Ma evoluto e moderno rispetto a che cosa scusi?
buzz
QUOTE(bertiandre @ Aug 24 2010, 06:52 PM) *
lei non ha capito un fico secco!
rolleyes.gif i fini sono diversi , il forno a micro onde non ha sostituito il forno a legna


Credevo parlassimo di fotografia e non di agraria.
Comunque il fine è uguale, la fotografia, con qualsiasi mezzo la si faccia.

PS nemmeno l'automobile ha sostituito il cavallo: le gare di equitazione non le fanno con le ferrari.

QUOTE(rik.dp @ Aug 24 2010, 07:16 PM) *
Mio nonno con il cavallo poteva andare dove io oggi vado con l'auto, oggi io non posso andare dove mio nono andava col cavallo.....ma io sono più veloce.......
ma per favore.......


decine di post, e io amo sintetizzare, ma a quanto pare le metafore vengono interpretate alla lettera e non nello spirito.
Poco male, mi esprimerò in maniera più semplice:

Il mezzo è la macchina fotografica.
Il fine è l'immagine.
Per ottenere questo fine il mezzo è indifferente, digitale o a pellicola che sia.

Il resto sono chiacchiere riempitive.
bertiandre
QUOTE(buzz @ Aug 24 2010, 09:41 PM) *
Credevo parlassimo di fotografia e non di agraria.
Comunque il fine è uguale, la fotografia, con qualsiasi mezzo la si faccia.

PS nemmeno l'automobile ha sostituito il cavallo: le gare di equitazione non le fanno con le ferrari.
decine di post, e io amo sintetizzare, ma a quanto pare le metafore vengono interpretate alla lettera e non nello spirito.
Poco male, mi esprimerò in maniera più semplice:

Il mezzo è la macchina fotografica.
Il fine è l'immagine.
Per ottenere questo fine il mezzo è indifferente, digitale o a pellicola che sia.

Il resto sono chiacchiere riempitive.


mi scusi , ma è lei che ha introdotto la metafora del cavallo di suo nonno lasciando intendere che una tecnica è migliore dell'altra , poi ,se le rispondono a con ironia non si deve arrabbiare.

qua mi pare che nessun interlocutore si sia permesso di denigrare chi usa il digitale , mentre lei si ostina a non capire , perchè è lapalissiano che i fini sono DIVERSI:
Quello che sostiene lei cioè :chi usa l'analogico è masochista e chi usa il digitale è intelligente , è una tesi tipica di chi non conosce il mondo della fotografia.

Io semplicemene sostengo che nella quasi totalità delle attività professioni e commerciali è ovvio che il digitale è diventato insostituibile , ma ci sono tanti altri settori che vanno dalla fotografia espressiva ed artistica per finire al reportage di approfondimento sociale le cui immagini non hanno solo lo scopo di illustrare un articolo su un giornale di ampia diffusione , ma sono destinate a mostre fotografiche , a presentazioni di portfolio dove si utilizzano supporti adatti a questi scopi , penso al bianco nero fine art, dove mi pare altrettanto ovvio che il digitale non ha soppiantato una pippa nulla ......
Quindi prese di posizione su una o l'altra tecnica non hanno senso , ha senso invece dialogare con cognizione di causa sulle differenze di linguaggio di attegiamenti mentali che possono servire ad agevolare le scelte di chi magari si avvicina alla fotografia e non ha ancora capito la strada da seguire
buzz
Lei ha l'abitudine a quanto vedo, di farmi dire cose che non ho mai detto.
Lasciando da parte la buona educazione, (che le manca) che vorrebbe che non si dica mai a nessuno "lei non ha capito" e addirittura maggiorarlo con l'acceno ortofrutticolo, per non tirare in ballo altri elementi di anatomia umana.
Mi dica dove ho affermato che una tecnica è migliore dell'altra.
Semmai ho detto che entrambe le tecniche portano allo stesso fine.
Io mi ostino a pensare che il fine è lo stesso (la stampa di una immagine), e mi dispiace per lei se vuole convincermi del contrario.
restiamo ogniuno nella sua posizione, ma al contrario di lei, io non mi sento tenutario della verità assoluta.
Non ho mai scritto nulla a proporito di masochismo. Questo è un argomento che ha tiorato fuori lei, come sua consueta abitudine di mettere in bocca agli altri parole mai espresse.
Quello che le contesto infatti, non è la sua idea radicale sull'argentico, ma il suo modo di sostenerla, poco educato e poco rispettoso delle opinioni altrui.
Tanto radicale che argomenta ribattendo frasi mai dette da nessuno, ma che si inventa o che suppone, per crogiolarsi dei suoi sofismi.
rik.dp
QUOTE(buzz @ Aug 25 2010, 03:52 PM) *
Lei ha l'abitudine a quanto vedo, di farmi dire cose che non ho mai detto.
Lasciando da parte la buona educazione, (che le manca) che vorrebbe che non si dica mai a nessuno "lei non ha capito" e addirittura maggiorarlo con l'acceno ortofrutticolo, per non tirare in ballo altri elementi di anatomia umana.
Mi dica dove ho affermato che una tecnica è migliore dell'altra.
Semmai ho detto che entrambe le tecniche portano allo stesso fine.
Io mi ostino a pensare che il fine è lo stesso (la stampa di una immagine), e mi dispiace per lei se vuole convincermi del contrario.
restiamo ogniuno nella sua posizione, ma al contrario di lei, io non mi sento tenutario della verità assoluta.
Non ho mai scritto nulla a proporito di masochismo. Questo è un argomento che ha tiorato fuori lei, come sua consueta abitudine di mettere in bocca agli altri parole mai espresse.
Quello che le contesto infatti, non è la sua idea radicale sull'argentico, ma il suo modo di sostenerla, poco educato e poco rispettoso delle opinioni altrui.
Tanto radicale che argomenta ribattendo frasi mai dette da nessuno, ma che si inventa o che suppone, per crogiolarsi dei suoi sofismi.



Volendo tralasciare l'aspetto della buona educazione,vorrei contestarle un altro punto.
Francamente lei non può gettare il sasso nello stagno e poi ritirare la mano....non mi pare deontologicamente corretto.
Nell'esempio del cavallo era davvero poco latente la sua volontà di fare un paragone.. affermare il contrario equivale ad offendere l'intelligenza di chi legge e questo non mi sembra ortodosso.
Questo per chiarezza....ma non intendo preseguire su sterili discussioni, così passerei oltre parlando di altro.
Se Lei considera come fine quello di creare immagini, ed i mezzi per ottenerle tutti equiparabili, allora potremmo metter in un unico calderone pittura, scultura,fotografia,ecc ecc.
Credo di aver capito che l'utente bertiandre voglia confutare prorpio questo:
vi sono molteplici tecnice capaci di realizzare un immagine, tutte di pari dignità poichè singola espressione di ogni singlog individuo.
Quindi, se il fine è l'esprimere uno stato d'animo, un sentimento o qualsiasi altro aspetto dell'io, allora esso è comune per ogni forma artistica ma ciò porta a generalizzare molto e creare troppa confusione.
Per conferire ad ogni forma artistica una prorpia dignità, un proprio percorso , insomma un priìorpio fine, è indispensabile fare dei distinguo.
Il fine nell'uso della catena Macchina-lente-pellicola e quello di realizzare foto (da qui fotografia)con proprie tecnice e con un proprio linguaggio, unico ed irripetibile, diverso da ogni altro, consolidato ed invariato da oltre un secolo.
Lo scopo del digitale è invece quello di realizzare immagini,forse migliori, forse più affascinanti,ma comunque diverse.
Insomma si parte da presupposti e strumenti diversi e si raggiungono fini diversi, e non vi è nessun postulato a stabilire quale sia il migliore (ciascuno in merito ha una opinione propria,personalmente ho scritto alcune riflessioni qualche post indietro).
Ostinarsi ad equiparare le due metodologie, con il latente scopo, dettato da loschi fini commerciali, di denigrare il primo a cospetto del secondo, più nuovo e modaiolo, altro non fa che creare caos e di fatto impedisce a chi usa il digitale di prendere piena coscienza dello strumento che sta adoperando, così da limitarne oltre lo sviluppo, la crescita e lo sfruttamento dell'intero potenziale.
Cercare di ottenere con un'apparecchiatura digitale ciò che si realizza con la chimica ha poco senso,è come se un pittore volesse creare foto con matite o pennelli:il risultato finale sarebbe oltre che pessimo offensivo verso una forma artistica autonoma,assegnandole di fatto il ruolo di copia.
Sensore bit e files, devono seguire la prorpia strada, il prorpio linguaggio e le proprie forme creative e comunicative che non sono e non possono essere quelle della fotografia.

nuvolarossa
Sinceramente io questa grande differenza tra argentico e digitale non ce la vedo...
In entrambi i casi si usa un apparecchio fotografico, un obiettivo ed un supporto di memorizzazione dell'immagine. Alla fine da entrambi i supporti esce fuori un immagine che viene elaborata, con metodi differenti, può essere manipolata con tecniche differenti ed infine viene stampata, proiettata o visualizzata su un monitor. Devo però sottolineare che SECONDO ME il fine ultimo della fotografia dovrebbe essere LA STAMPA, ma questo è un altro discorso che semmai si può affrontare in altra sede.
La differenza tra FOTOGRAFIA ed IMMAGINE GRAFICA quindi non sta nello strumento che viene usato, ma nel tipo di elaborazione che l'immagine "catturata" (da pellicola o sensore) subisce durante il passaggio dal supporto iniziale alla stampa finale.
La differenza fondamentale tra argentico e digitale sempre IMHO sta nell'approccio che il fotografo ha con le due tecniche. Una (quella argentica) più meditata e selettiva e l'altra (quella digitale) più massiva e più istintiva.
Personalmente ormai scatto solo in digitale, ma con il solito approccio che avevo con l'argentico, perchè anni e anni di pratica non possono essere dimenticati. Quindi la cosa che non farò mai è scattare migliaia di fotografie con la speranza di tirare fuori dalla massa di scatti qualcosa di decente, magari sperando nella post produzione, cosa che ormai faccio sempre meno e generalmente l'immagine finale è quella uscita direttamente dalla macchina... Proprio come era con le diapositive!!!
buzz
Quoto nuvolarossa, perchè ha espresso esattamente lo stesso concetto che sostengo.
Mio caro rip.dk, l'esempio del cavallo non l'ho mai negato, ma non significava che un metodo è migliore dell'altro, solo che uno è più rapido per ottenere lo stesso fine, ovvero la stampa. Il digitale ha più facilità di elaborazione, di ritocco ed è più veloce.
Poi se uno vuo capire altro, è un problema suo.
Io posso essere responsabile per quello che scrivo, non per quello che gli altri interpretano dalle mie parole (e modificano)
Se invece crediamo che elaborare una immagine sia una bestemmia, esisterebbe sempre il metodo polaroid, ma quello è davvero limitato in ordine di qualità e versatilità.

Lei ha fatto l'esempio della pittura quale arte figurativa. (lasciamo da parte la scultura che occupa una dimensione in più)
Ebbene, conosco atisti in grado di dipingere quandri che sono davvero difficilmente distinguibili da una foto, ma questo è un discorso a parte.
Qui si parla di stampa fotografica, e la mia opinione, è che sia con la pellicola che con il sensore, si ottengono stampe fotografiche, solo che la trafila per ottenerle è differente.

Se poi vogliamo mettere la poesia della camera oscura, niente la sostituirà, come niente sostituisce la poesia di una cavalcata tra i campi.
Giorgio Baruffi
Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa.
Ernst Haas


in questa frase, ancorchè non certo nuovissima, è racchiuso ciò che penso anche io... i pareri sono tutti rispettabili, sino a quando qualcuno non vuole imporre il proprio...
bertiandre
QUOTE(nuvolarossa @ Aug 26 2010, 08:49 AM) *
Sinceramente io questa grande differenza tra argentico e digitale non ce la vedo...
In entrambi i casi si usa un apparecchio fotografico, un obiettivo ed un supporto di memorizzazione dell'immagine. Alla fine da entrambi i supporti esce fuori un immagine che viene elaborata, con metodi differenti, può essere manipolata con tecniche differenti ed infine viene stampata, proiettata o visualizzata su un monitor. Devo però sottolineare che SECONDO ME il fine ultimo della fotografia dovrebbe essere LA STAMPA, ma questo è un altro discorso che semmai si può affrontare in altra sede.
La differenza tra FOTOGRAFIA ed IMMAGINE GRAFICA quindi non sta nello strumento che viene usato, ma nel tipo di elaborazione che l'immagine "catturata" (da pellicola o sensore) subisce durante il passaggio dal supporto iniziale alla stampa finale.
La differenza fondamentale tra argentico e digitale sempre IMHO sta nell'approccio che il fotografo ha con le due tecniche. Una (quella argentica) più meditata e selettiva e l'altra (quella digitale) più massiva e più istintiva.
Personalmente ormai scatto solo in digitale, ma con il solito approccio che avevo con l'argentico, perchè anni e anni di pratica non possono essere dimenticati. Quindi la cosa che non farò mai è scattare migliaia di fotografie con la speranza di tirare fuori dalla massa di scatti qualcosa di decente, magari sperando nella post produzione, cosa che ormai faccio sempre meno e generalmente l'immagine finale è quella uscita direttamente dalla macchina... Proprio come era con le diapositive!!!


Si vada a vedere una mostra di Josef Koudelka , oppure di Alexey Titarenko oppure ammiri un ingrandimento di Tom Baril e allora se ne è in grado , vedrà che sono cose diverse rispetto a lavori eseguiti in digitale .....
approfondisca l'argomento e capirà che sono due cose completamente diverse .

QUOTE(Giorgio Baruffi @ Aug 28 2010, 01:58 PM) *
Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa.
Ernst Haas


in questa frase, ancorchè non certo nuovissima, è racchiuso ciò che penso anche io... i pareri sono tutti rispettabili, sino a quando qualcuno non vuole imporre il proprio...

i pareri sono pareri , l'ovvio è l'ovvio
nuvolarossa
E' bello nella vita avere delle certezze!!! I talebani e gli integralisti in ogni materia vivono benissimo perchè sono certi di vivere nel giusto, noi poveri ignoranti viviamo nell'incertezza e ci facciamo condizionare dalla televisione e dal sistema... Meno male che c'è gente come Lei, depositaria della Verità assoluta che ci riporta sulla strada giusta!!! grazie.gif

Rimando anche ai ringraziamenti nell'ALTRO POST su Berengo Gardin.

Comunque ho preso appunti su questi nomi che mi ha consigliato e non conoscevo, andrò sicuramente a vedere le loro stampe appena ne avrò l'occasione, sa io è poco che fotografo, ho cominciato che avevo una decina d'anni ed ora ne ho appena 42... Mi lasci fare un po' di esperienza con la compattina digitale che ho comprato, poi mi comprerò una macchina a pellicola... A proposito: ha qualche consiglio da darmi sulle pellicole da usare? Fotografo prevalentemente il mio bimbo, i fiori ed i monti che ho davanti a casa...
grazie.gif
buzz
QUOTE(bertiandre @ Aug 30 2010, 10:57 AM) *
Si vada a vedere una mostra di Josef Koudelka , oppure di Alexey Titarenko oppure ammiri un ingrandimento di Tom Baril e allora se ne è in grado , vedrà che sono cose diverse rispetto a lavori eseguiti in digitale .....
approfondisca l'argomento e capirà che sono due cose completamente diverse .

i pareri sono pareri , l'ovvio è l'ovvio


Si vada a vedere il regolamento, si vada a rivede e le norme della buona educazione, si vada a rivedere la netiquette in uso ai forum, e allora, se ne è in grado, capirà che discutere sugli argomenti e offendere le persone sono due cose diverse.

La sospendo in scrittura in attesa di ulteriori decisioni.
Michele Difrancesco
Dear Bertiandre,
desidero ringraziarla per averci dato opportunità di constatare la pazienza degli interlocutori che Lei ha incontrato in questo suo breve periodo in Community.
A seguito dei suoi diversi interventi che non necessitano da parte nostra di nessun ulteriore commento, la invito formalmente a non connettersi ulteriormente alla nostra piattaforma o partecipare ai servizi dedicati alla Community.

Cordialmente,
Michele Difrancesco
rik.dp
QUOTE(Michele Difrancesco @ Aug 30 2010, 06:22 PM) *
Dear Bertiandre,
desidero ringraziarla per averci dato opportunità di constatare la pazienza degli interlocutori che Lei ha incontrato in questo suo breve periodo in Community.
A seguito dei suoi diversi interventi che non necessitano da parte nostra di nessun ulteriore commento, la invito formalmente a non connettersi ulteriormente alla nostra piattaforma o partecipare ai servizi dedicati alla Community.

Cordialmente,
Michele Difrancesco

L'utente Bertiandre al di la delle personali considerazioni mi sembrava molto ferrato e capace di esprimere una cultura fotografica non comune.
Cantarsela e suonarsela può fare comodo ma credo non sia costruttivo..sbaglio o qualcuno ha dato del talebano a qualcun' altro????'
Dove non c'è diversità regna la noia........
buzz
QUOTE(rik.dp @ Aug 31 2010, 02:11 AM) *
L'utente Bertiandre al di la delle personali considerazioni mi sembrava molto ferrato e capace di esprimere una cultura fotografica non comune.
Cantarsela e suonarsela può fare comodo ma credo non sia costruttivo..sbaglio o qualcuno ha dato del talebano a qualcun' altro????'
Dove non c'è diversità regna la noia........


Non sono le idee di bertiandre ad averlo reso "impopolare" ma il suo modo di esprimerle.
Ciascuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, ma nessuno ha il diritto di mancare di rispetto agli interlocutori.
Una ripassata ai messaggi precedenti chiarirà il concetto a chi ha l'obiettività di leggerli.
quadroquadro
QUOTE(buzz @ Aug 30 2010, 01:47 PM) *
Si vada a vedere il regolamento, si vada a rivede e le norme della buona educazione, si vada a rivedere la netiquette in uso ai forum, e allora, se ne è in grado, capirà che discutere sugli argomenti e offendere le persone sono due cose diverse.

La sospendo in scrittura in attesa di ulteriori decisioni.

scusate se mi intrometto nella discussione , provengo da un'altro forum .....
ho seguito con attenzione la conversazione , ma mi pare che l'utente bertiandre che avete censurato non abbia offeso nessuno , ha solo esposto tesi con competenza e fermezza , ho riletto tutti post e non ho trovato termini offensivi , ha usato spesso il termine ignorare, non conoscere non sapere ....
questo non significa offendere e la decisione di chiudere la conversazione con lui la trovo antidemocratica e contraria alla normativa vigente in materia , il regolamento del Forum al quale lei si appella non è fonte del diritto ed è comunque interpretabile in varie maniere .

Faccio pertanto notare agli amministratori del forum che censurare il diritto di parola a chicchessia in uno spazio di pubblico dialogo si configura come una precisa responsabilità penale, quindi vi invito a non prendere la faccenda troppo sotto gamba .
quadroquadro
QUOTE(nuvolarossa @ Aug 30 2010, 01:19 PM) *
E' bello nella vita avere delle certezze!!! I talebani e gli integralisti in ogni materia vivono benissimo perchè sono certi di vivere nel giusto, noi poveri ignoranti viviamo nell'incertezza e ci facciamo condizionare dalla televisione e dal sistema... Meno male che c'è gente come Lei, depositaria della Verità assoluta che ci riporta sulla strada giusta!!! grazie.gif

Rimando anche ai ringraziamenti nell'ALTRO POST su Berengo Gardin.

Comunque ho preso appunti su questi nomi che mi ha consigliato e non conoscevo, andrò sicuramente a vedere le loro stampe appena ne avrò l'occasione, sa io è poco che fotografo, ho cominciato che avevo una decina d'anni ed ora ne ho appena 42... Mi lasci fare un po' di esperienza con la compattina digitale che ho comprato, poi mi comprerò una macchina a pellicola... A proposito: ha qualche consiglio da darmi sulle pellicole da usare? Fotografo prevalentemente il mio bimbo, i fiori ed i monti che ho davanti a casa...
grazie.gif


scusate l'intromissione
a parte l'arroganza di bertiandre che può disturbare, comunque ognuno poi se non offende si esprime come vuole; ( quanto ad arroganza in questo e nell'altro forum c'è chi ha dato del vecchio retrogrado a GBG e comunque non è stato estromesso ci vuole un bel muso e una bella ignoranza per questo, va be!)

Guardi che lei non ha risposto alle argomentazioni che bertiandre le ha avanzato .
Lui le puntualizza che in certi settori della fotografia i supporti sono fondamentali , le pone esempi di illustri fotografi e lei dice solo che sono molti anni che fà fotografia e lascia intendere che ha una buona attrezzatura , immagino digitale e allora ??
parla di soggetti familiari il suo bimbo ? i fiori? i monti vicino casa cosa significa che per passare alla storia nella fotografia uno deve girare il mondo e fotografare una guerra ? ma!
Tom Baril che vende molto nelle gallerie americane mi pare che non lo conosce perchè appunto fotografa i fiori , Oliviero Toscani ha firmato una campagna pubblicitaria di successo fotografando la pancia della moglie incinta e Ansel Adams è passato alla storia fotografando le montagne .
Se lei è un esperto fotografo dovrebbe sapere che la qualità di una fotografia non dipende dal soggetto .
va be !
buzz
Cara signora quadroquadro,
La ringrazio per la tempestiva iscrizione.
A quanto pare lei, pur frequentando vari forum, ci segue solo da qualche ora, ed ha avuto il tempo di leggere la discussione (chissà come mai proprio questa su centinaia di migliaia che ci sono attive) e si è fatta una idea precisa sulla censura.
Dato che òa discussione la conosce molto bene, sa anche che la sospensione della persona che lei conosce non è scaturita dagli argomenti. ma dal modo di comportarsi sul forum.

Le voglio intanto sottolineare una parte importante del regolamento:

Un messaggio che contravvenga alle regole esposte in questo documento sarà cancellato;
Il non rispetto del Regolamento di Community e del Vademecum può introdurre ad una sospensione temporanea o indeterminata del servizio.
Qualora un utente allontanato dalla Community si re-iscriva e venga identificato, verrà nuovamente allontanato.
Qualora questo utente continui ad iscriversi nuovamente, con l'unico fine di contestare e ostacolare il regolare svolgimento dei messaggi sul forum si procederà con la segnalazione all'autorità competente e al provider utilizzato; l'amministratore del sistema ed i moderatori sono in grado di identificare gli indirizzi IP da cui provengono i messaggi.
Ogni uso scorretto della Community o tentativi atti ad interromperne il normale funzionamento porteranno all'immediato allontanamento del responsabile di queste azioni e, dove applicabile, alla segnalazione all'autorità competente alla quale saranno messi a disposizione tutti i dati in nostro possesso per risalire al responsabile.


mi stia bene
rik.dp
QUOTE(buzz @ Sep 1 2010, 11:07 AM) *
Cara signora quadroquadro,
La ringrazio per la tempestiva iscrizione.
A quanto pare lei, pur frequentando vari forum, ci segue solo da qualche ora, ed ha avuto il tempo di leggere la discussione (chissà come mai proprio questa su centinaia di migliaia che ci sono attive) e si è fatta una idea precisa sulla censura.
Dato che òa discussione la conosce molto bene, sa anche che la sospensione della persona che lei conosce non è scaturita dagli argomenti. ma dal modo di comportarsi sul forum.

Le voglio intanto sottolineare una parte importante del regolamento:

Un messaggio che contravvenga alle regole esposte in questo documento sarà cancellato;
Il non rispetto del Regolamento di Community e del Vademecum può introdurre ad una sospensione temporanea o indeterminata del servizio.
Qualora un utente allontanato dalla Community si re-iscriva e venga identificato, verrà nuovamente allontanato.
Qualora questo utente continui ad iscriversi nuovamente, con l'unico fine di contestare e ostacolare il regolare svolgimento dei messaggi sul forum si procederà con la segnalazione all'autorità competente e al provider utilizzato; l'amministratore del sistema ed i moderatori sono in grado di identificare gli indirizzi IP da cui provengono i messaggi.
Ogni uso scorretto della Community o tentativi atti ad interromperne il normale funzionamento porteranno all'immediato allontanamento del responsabile di queste azioni e, dove applicabile, alla segnalazione all'autorità competente alla quale saranno messi a disposizione tutti i dati in nostro possesso per risalire al responsabile.


mi stia bene


A me poco interessa di chi sia bertiandre o la fantomatica persona che si è iscritta dopo...trovo assurdo e pretestruoso sospendere qualc'uno perchè fuori dal coro.
Mi è stato dato del talebano e nessuno ha detto nulla(dare etichettè di questo genere è sinonimo di razzismo presunzione ed ignoranza: chi dice che la cultura talebana sia inferiore a quella di chi la schernise?per favore usare il cervello prima di scrivere.....). Esempi stupidi e offensivi si sono letti nelle risposte a qualche mio post e non solo:silenzio assoluto.
Dare del vecchio rincoglionito ad una icona dell'Italia nel mondo solo perchè il suo pensiero non collima con il proprio, è corretto e tollerabile secondo voi? Se poi la realtà vi viene sbattuta in faccia, la reazione è la censura? Mi creda, con tutto il rispetto possibile, nn lo ritengo un atteggiamento consono.Partendo dal presupposto che sono gli argomenti ad avvalorare una discussione,personlmente trovavo quelli di bertiandre veramnte interessanti:d'altro canto poi non ricordo offese specifice da lui rivolte verso chichessia, magari ialvolta ha usato un linguaggio un po' colorito ma non lo ricordo avere considerato vecchio rincoglionito qualc'uno anche se meno famoso di Gardin.
Detto questo, continuate a cantarvela e suonarvela, divrtitevi nel vostro giardinetto digitale circondato da palazzi alti 50 piani, difficile scorgere l'orizzonte in questo situazione......La mancanza di confronto , alcune volte anche aspro, impedisce la cresita, e questo non lo scopro certo io, ma migliaia di anni di storia lo insegnano.
Ai sig.ri amministratori risparmio il tempo di bannarmi, non ce n'è bisogno!
Non ritenendo interessante partecipare ad un dibattito senza confronto, mi allontano spontaneamnte senza bisogno di inviti.
Con questo eviterò di ricevere ulteriori banali risposte, come gia mi è capitato in passato di leggere.
Vi lascio alle Vs discussioni digitali, finte per loro stessa natura.
Inutile aggiungere che non risponderò a nessuna eventuale replica, nell'occasione Vi auguro comunque un buon lavoro ed una buona continuazione.

PS vi sono molteplici sistemi assolutamete legali e trasparrenti per nascondere l'indirizzo Ip o l'identità, prorpio per impedire a qualche presuntuoso buontempone di farne scorretto uso,lo sanno anche i bambini...
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